L'estate è passata. Ma non so voi, niente mi mette di buonumore come una di quelle magliette idiote che si trovano ogni tanto qua e là per la rete. Il mondo del design, fortunatamente per noi, offre spunti interessanti per proporre messaggi simpatici, divertenti e squisitamente di settore. Partendo dalla selezione di Hongkiat, mi sono permesso una cernita delle migliori più qualche integrazione. - #000000 is the new black
- AdobeWan Kenobi (eccezionale, un gran colpo di genio ma realizzazione un po' scarsa)
- Invisible (solo per Photoshoppari convinti)
- Sex Drugs Helvetica Bold (meglio del rock'n'roll?)
- Will kern for food (non per tutti)
- Having an iPhone (un po' di autoironia per Apple-addicted)
- In space, no one can hear you tweet (per chi non crede che Twitter supererà Facebook)
- I see dead pixels (un classico da ThinkGeek)
Col Natale che si avvicina, vuoi mai che vi do una buona idea per un regalo.
La cosa strana, tra l'altro, è che non sono neanche un grande appassionato di colori in real life. Voglio dire, basta dare un'occhiata al mio guardaroba: nero, al limite grigio o il blu (scuro) dei jeans. Persino il blu notte mi pare quasi azzardato. Tuttavia, l'utilizzo e la conoscenza dei colori è, innegabilmente, parte integrante e fondamentale del nostro mestiere: dalla fase di progettazione fino alla stampa.
Iniziamo con un sito che ha un concept ai limiti dell'idiozia: prendere le bandiere del mondo e, mantenendo costante la proporzione e il tono dei colori, trasformarle in un grafico a torta. Ideale per sperimentare quanto la percezione sia legata alla forma più che al colore: vi sfido ad indovinarle tutte, è impossibile. Vale anche come sfida per il Trivial Pursuit.
Poi una chicca segnalatami da mia moglie: un tizio ha avuto il buontempo di ordinare i libri in casa non per argomento, titolo o ordine alfabetico, ma per colore della copertina. Ne risulta una spettro colore impressionante, che di fatto arreda l'intera stanza. Da ripetere in tutte le case del mondo, senza ombra di dubbio.
Infine, per gli appassionati di arte, ColourLovers (di cui avevamo già parlato) dedica uno speciale ai colori della grande pittrice messicana Frida Kahlo (quella che sembra Elio di Elio e le Storie Tese) (mi scuso con i puristi, ma io sono un po' così con tutto ciò che non preveda almeno una video installazione). Dominanti sono i toni caldi: marroni, aranciati, rossi; gli sfondi, spesso ad ambientazione naturale, portano invece i verdi, i grigi e i toni meno saturi. Le palette, come sempre, si possono facilmente scaricare ed usare nei propri progetti.
Iniziamo con un sito che ha un concept ai limiti dell'idiozia: prendere le bandiere del mondo e, mantenendo costante la proporzione e il tono dei colori, trasformarle in un grafico a torta. Ideale per sperimentare quanto la percezione sia legata alla forma più che al colore: vi sfido ad indovinarle tutte, è impossibile. Vale anche come sfida per il Trivial Pursuit.
Poi una chicca segnalatami da mia moglie: un tizio ha avuto il buontempo di ordinare i libri in casa non per argomento, titolo o ordine alfabetico, ma per colore della copertina. Ne risulta una spettro colore impressionante, che di fatto arreda l'intera stanza. Da ripetere in tutte le case del mondo, senza ombra di dubbio.
Infine, per gli appassionati di arte, ColourLovers (di cui avevamo già parlato) dedica uno speciale ai colori della grande pittrice messicana Frida Kahlo (quella che sembra Elio di Elio e le Storie Tese) (mi scuso con i puristi, ma io sono un po' così con tutto ciò che non preveda almeno una video installazione). Dominanti sono i toni caldi: marroni, aranciati, rossi; gli sfondi, spesso ad ambientazione naturale, portano invece i verdi, i grigi e i toni meno saturi. Le palette, come sempre, si possono facilmente scaricare ed usare nei propri progetti.
Dall'iPod ad iTunes e iTunes Store; dalla Pixar ai contratti con le case discografiche e cinematografiche; fino all'iPhone. La Apple di Steve Jobs ha riscritto le regole della tecnologia e della fruibilità, imponendosi come leader assoluto di mercato, di cultura e di tendenze persino in settori che, apparentemente, non gli competono: musica, cinema, telefonia mobile. L'azienda valeva 5 miliardi di dollari nel 2000, poco prima di lanciare iPod e iTunes; oggi il suo valore supera persino quello di Google, e si attesta a 170 miliardi. Per questi motivi, Steve Jobs è stato nominato da Fortune CEO del decennio. Un lungo articolo ne ripercorre successi e flop, senza tralasciare i recenti sei mesi di assenza per malattia; scorrete l'interattiva timeline per qualche curiosità su Apple lungo gli ultimi dieci anni di storia, o guardate foto inedite come quella in testa al post, che ritrae Bill Gates e Steve Jobs durante un incontro a casa di quest'ultimo nel 1991.

Steve Jobs, al di là delle vecchie diatribe Windows-Mac, è sicuramente un uomo di rilievo nell'evoluzione della digital life mondiale. Maniaco della segretezza, visionario, appassionato, lunatico, prepotente, stacanovista, testardo: su di lui si sono sprecati complimenti e critiche, accuse e plausi. Se volete saperne di più sulla vita di Jobs, del suo entourage e della Apple, non posso non consigliarvi un libro splendido: Nella testa di Steve Jobs di Lander Kahney (Sperling & Kupfer, 2009).
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