Appello per Selinunte
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Category:
Geography -
Description:
Di questa terra facciamone un giardino



Nel suo LP Lu patruni è suvecchiu, Pino Veneziano cantava:

Chistu vulemu.
Vulemu tuttu chiddu chi facemu!
Vulemu tuttu chiddu ch’ è nostru!
Lu vostru?
Vi lu lassamu!
Tantu è nenti!

La canzone da cui sono tratti questi versi è “Soccu vonnu”.
La traduzione italiana suona così:

Questo vogliamo.
Vogliamo tutto quello che facciamo!
Vogliamo tutto quello che è nostro!
Ciò che è vostro?
Ve lo lasciamo!
Tanto è niente!

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Appello per Selinunte

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Appello per Selinunte
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Geography -
Description:
Di questa terra facciamone un giardino



Nel suo LP Lu patruni è suvecchiu, Pino Veneziano cantava:

Chistu vulemu.
Vulemu tuttu chiddu chi facemu!
Vulemu tuttu chiddu ch’ è nostru!
Lu vostru?
Vi lu lassamu!
Tantu è nenti!

La canzone da cui sono tratti questi versi è “Soccu vonnu”.
La traduzione italiana suona così:

Questo vogliamo.
Vogliamo tutto quello che facciamo!
Vogliamo tutto quello che è nostro!
Ciò che è vostro?
Ve lo lasciamo!
Tanto è niente!

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http://www.pinoveneziano.it
Office:
Associazione Pino Veneziano
Location:
Castelvetrano, Italy

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COMUNICATO STAMPA

“Di questa terra facciamone un giardino. Tributo a Pino Veneziano”

L’Associazione Pino Veneziano, in occasione del xv anno dalla scomparsa del cantastorie di Selinunte, ha raccolto in un libro e in un cd (Coppola Editore) alcune delle sue più significative canzoni di protesta e d’amore, reinterpretate da personalità del panorama musicale nazionale.
Per l’occasione lancia un appello per la salvaguardia e il rispetto del territorio di Selinunte e della sua borgata, minacciato dall’incuria e dalle speculazioni che spesso Veneziano denunciava nelle sue canzoni. L’appello è firmato da intellettuali, personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, e sarà contenuto all’interno del libro che accompagnerà il cd.
Il libro, realizzato da Umberto Leone, Rocco Pollina e Donatella Scaparra, oltre a raccontare la vita, gli aneddoti e i testi delle canzoni di questo straordinario interprete della musica popolare siciliana, contiene gli interventi di Vincenzo Consolo, Gaetano Savatteri e Ascanio Celestini.
All’incisione hanno partecipato: Peppe Barra, Roy Paci, I Sud Sound System, Moni Ovadia, Officina Zoè, Etta Scollo, Pippo Pollina, Gabriele Rampino, Enrico Stassi, Clara Salvo, Matilde Politi, Mondorchestra e Umberto Leone.

Poeta popolare che si accompagnava con la chitarra, Pino Veneziano gestiva a Selinunte negli anni ’70, e ancora agli inizi degli anni ’80, una di quelle terrazze sul mare che era meta di buongustai, amanti delle antiche rovine della Magna Grecia e di una natura ancora incontaminata.
Personaggio singolare, Pino non nutriva particolare interesse per la notorietà o le luci della ribalta: il suo palcoscenico preferito erano i tavoli del suo ristorante. Ma ad ascoltarlo non furono solo amici o avventori di passaggio. Rimasero incantati dalla sua voce anche Lucio Dalla, Fabrizio De André (che lo volle come spalla al suo primo concerto in Sicilia), il poeta Ignazio Buttitta (che scrisse la presentazione al suo unico disco pubblicato nel 1975) e il poeta Borges che, ormai cieco, dopo aver ascoltato le sue canzoni, si commosse e volle toccargli il viso.
Ancora oggi è rimasta viva l’eco della sua poesia e dei suoi ritornelli, che non è raro ascoltare dai giovani selinuntini tra i falò delle spiagge o nei ristoranti.

Riscoprire e valorizzare la figura di un poeta popolare come Pino Veneziano è importante soprattutto per i semi e le radici che egli ha saputo piantare a Selinunte. La forza di Pino Veneziano, cui pure non mancava la sensibilità poetica di dare parola agli umili e di raccontare criticamente quegli anni, risiedeva principalmente nel profondo radicamento con la sua borgata. Attraverso la sua testimonianza, attorno ai suoi canti d’amore e d’impegno politico, viveva e si alimentava una aggregazione, una socialità, fatta anche di scambi, di “incontri di mare e di culture”, come non a caso recita il sottotitolo del “Premio Pino Veneziano”, manifestazione a lui dedicata che ogni anno si svolge nel magnifico scenario del parco archeologico di Selinunte.