TRIBU' DIGITALI VENEZIANE
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Common Interest - Beliefs & Causes
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VENETIAN DIGITAL TRIBES: secondo Seth Godin, Internet ha dato nuova vita ad un'unità sociale che sembrava relegata al passato: le tribù, fondate su idee e valori condivisi...

Venezia rappresenta oggi il laboratorio più avanzato di ciò che Seth Godin definisce "neotribalismo"; di quella sorprendente e... (read more)
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TRIBU' DIGITALI VENEZIANE

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TRIBU' DIGITALI VENEZIANE
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VENETIAN DIGITAL TRIBES: secondo Seth Godin, Internet ha dato nuova vita ad un'unità sociale che sembrava relegata al passato: le tribù, fondate su idee e valori condivisi...

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News:
Sabato 03 Ottobre 2009

da "La Nuova di Venezia e Mestre" di Roberta De Rossi:

ll censimento di Mauro Magnani , aggregatore di tribù digitali: "un fenomeno partecipativo nel mondo della Rete". LA CITTA' "MODELLO" DEL SOCIAL NETWORK
Il dieci per cento della popolazione veneziana è iscritta a qualche community on line.

Venezia? Un modello di città capace di generare tribù digitali con oltre 6 mila cittadini che si ritrovano a discutere in una dozzina di attivissimi social network. Li ha censiti Mauro Magnani, "cacciatore" di gare internazionali per una sociatà di ingegneria e "aggregatore di tribù" del Web.

Venezia fa scuola nel mondo dell'aggregazione sociale e politica in Rete?

"A chiunque conosca abbastanza bene la realtà del social networking veneziano" spiega Magnani, "risulta di tutta evidenza quante siano le aggregazioni che utilizzano già da anni un ning, un gruppo di discussione, una pagina di Facebook per promuovere la loro attività: il dato interessante e che va meditato è che il 10% della popolazione di Venezia è relamente attivo nel "contronto" in Rete, una fruizione di Internet indubbiamente di tipo evoluto. Certo non tutti interagiranno con la stessa intensità ma il dato è impressionante".

1701 iscritti a 40xVenzia.ning.com, 1176 a Salviamo Venezia, 798 a Venessia.com, 721 Ripopolare Venezia, 700 Fronte Per Venezia, 656 Venezia WIFI Community, 432 Save Venetian Beach (in difesa del Lido degli Alberoni), Tribù Digitali Veneziane 377, UN Volto NUovo Per Venezia, Associazioni per Venezia 142, Venezia in Movimento 124, Boca de le Denunzie 122. Molti nomi si rincorrono da una parte all'altra, ma il fenomeno esiste.

"Lamentificio" o reale possibilità di incidere sul quotidiano?

"Importante è che molte centinaia di persone abbiano capito che il mezzo offerto da Internet può, "deve", essere utilizzato concretamente nell'ottica della promozione di un effettivo cambiamento" prosegue Magnani nella sua analisi, "certo in qualche caso il "rumore di fondo" non è indifferente ma è preferibile far cernita attiva di ciò che è disponibile in Rete piuttosto che appiattirsi nel ruolo passivo di spettatori della tivù. La chiave oggi è l'interazione e la condivisione di saperi e non c'è mezzo più efficiente della Rete per far questo".

La comunità piu' forte come numero di componenti è quella di Cittadinanza Digitale, ormai vicina ai 20.000 iscritti: gli aderenti alla Rete wi-fi del Comune.

"E' un intervento pubblico importante , che sarà ricordato per il suo impatto innovativo" conclude Magnani, "ora a mio parere devono essere forniti ai cittadini contenuti informativi localizzati di buon livello, possibilmente coinvolgendo nella generazione degli stessi proprio i cittadini ed i turisti di passaggio. Contenuti che vanno immediatamenti posti in Rete. Credo insomma che un servizio di informazione strettamente locale ed in tempo reale sia davvero una priorità di servizio. Gli americani le chiamano hyperlocal news".

Anche le "tribù" veneziane si sono iscritte al barcamp in programma dal 23 al 25 ottobre all'Arsenale; non un ritrovo goliardico di appassionati smanettoni, ma l'incontro tra appassionati ed esperti della Rete.

"Personalmente avrei chiamato questo appuntamento "Forum dell'Innovazione", conclude Magnani, "usare termini come barcamp e/o blogger contribuisce ad aumentare la distanza con quanti in Rete ci sono arrivati da poco o ci arrivano solo adesso. Invece si cercherà di parlare anche a quella parte di utenza di Internet meno addetta ai lavori, per consolidare un rapporto virtuoso di collaborazione tra le varie realtà che già oggi si confrontano in Rete. Con l'obiettivo comune di produrre idee e proposte innovative utili alla collettività come nel caso dell'elaborazione della "Carta Etica Digitale", per una fruizione consapevole della Rete che presenteremo come elaborato comune degli iscritti all'Associazione "INNOVATORI".

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Venerdi' 02 Settembre 2009
da "Il Gazzettino" - "VENEZIA IN MOVIMENTO":

Una costola dei quarantenni scende in campo.
Pronta la lista civica di “Venezia in Movimento”: «Puntare su gente competente»
Idee e competenze. Professionalità da spendere sul e per il territorio. Insomma,nella stanza dei bottoni devono sedere i cittadini, un gruppo di tecnici esperti che sappia dare una scrollata alla città. Questo il messaggio lanciato ieri sera a Ca’ Zanardi dalla nuova lista civica delle associazioni veneziane e della cittadinanza attiva “Venezia in Movimento”. Il programma ma non c’è (sarà pronto entro fine anno) così come il candidato sindaco, eppure le idee sono molto chiare. «Sarà un percorso condiviso - spiega Emanuele Dal Carlo - Il sindaco dovrà essere una persona carismatica, ma soprattutto garante di una coalizione. Vogliamo una squadra di governo con buone competenze, persone tecniche che abbiano una storia, e il sindaco deve essere il coordinatore di questo gruppo». La lista si presenterà alle prossime elezioni amministrative e mira a ottenere il maggior numero di consensi per un progetto politico condiviso sulla città.
«L'idea è nata all'interno del social network 40XVenezia - annota Dal Carlo - perché la gente non si sente governata. Mestre sta diventando una città migliore ma Venezia è terribile, non si vive bene. Apprezzerei personalmente un atto di onestà e di coraggio alle prossime candidature, un passo indietro e una presa d'atto che in questi anni Venezia non è stata governata bene».
Come dire, anche i nomi dei candidati sindaci avanzati finora da entrambi gli schieramenti non sembrano rappresentare le esigenze della città. «Nessuno dei nomi fatti fino ad oggi ha un rapporto di continuità con la città - spiega Dal Carlo - Venezia è in una situazione di crisi gravissima, bisogna che la città si ricompatti. Ma temo che questa sarà una campagna elettorale brutta e cattiva perché siamo una capitale da conquistare. A farne le spese saranno ancora una volta i cittadini».
Un'alternativa, quindi, ai partiti? «Non vogliamo sostituirci ai partiti - continua - seminai essere complementari. Miriamo al governo della città al primo turno. Se poi invece dovremo andare al secondo turno, allora ragioneremo su chi appoggiare».
Candidato e programma saranno presentati alla cittadinanza entro fine anno. Intanto, si punta a formare una squadra di dieci persone e almeno 300 sostenitori tra ning e facebook. (Manuela Lamberti)

Per informazioni:
http://www.veneziainmovimento.it
http://veneziainmovimento.ning.com
E-mail: info@veneziainmovimento.it

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Sabato 26 settembre 2009:

CONSULTAZIONE PUBBLICA PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE "INNOVATORI" PER LA DEFINIZIONE DELLA "CARTA ETICA DIGITALE".
Le conclusioni domenica 25/10/2009 al "VeneziaCamp2009" all'Arsenale di Venezia.

Al via a giorni la Consultazione Pubblica per la definizione della "Carta Etica Digitale"; i principi e modalità per un uso consapevole della Rete.

Il network/associazione "INNOVATORI" accoglie con favore le osservazioni di tutte le parti interessate: singoli cittadini, settore industriale, sindacati, rappresentanti dei consumatori, gruppi di interesse ed altre organizzazioni.

Per il 25/10/2009 è previsto l'incontro conclusivo con le parti interessate in occasione dell'ultima giornata del VeneziaCamp2009 all'Arsenale di Venezia.

La consultazione è aperta fino al 25 Ottobre 2009 e le parti interessate sono invitate a partecipare.

http://innovatori.ning.com
http://www.innovatori.it

Ci auguriamo che anche gli iscritti a questo gruppo - la cui consistenza è in forte ascesa - vorranno essere parte attiva in questa azione a favore di tutti gli utenti della Rete anche segnalando fin d'ora la propria partecipazione all'evento conclusivo all'Arsenale di Venezia.

E' NECESSARIA L'ISCRIZIONE ALL'EVENTO.
Ci si può registrare gratuitamente al seguente indirizzo: http://cartaeticaveneziacamp.eventbrite.com/

Grazie.
-.-
Mauro Magnani
Associazione INNOVATORI, VP

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Dal Gazzettino di Venezia di Sabato 19 settembre 2009:

IL FUTURO DI VENEZIA: la società civile sostenga la politica, non la sostituisca.

Più ci si avvicina alla scadenza elettorale del 2010, più si leggono interventi sui giornali che chiedono il profondo rinnovamento della classe dirigente veneziana. Qualcuno si spinge oltre, esprimendo la propria speranza che il nuovo Sindaco sia diretta emanazione della società civile, slegato dalle consuete dinamiche di partito. Indubbiamente la città ha bisogno di un forte segnale di novità, di una ritrovata fiducia in un futuro che non può più prescindere dall'elaborazione di concrete prospettive di sviluppo in ambito residenziale, professionale, formativo e dei servizi. Prospettive evidentemente ritenute assenti da un'ampia parte della popolazione. Ma per avviare un qualsivoglia processo di rinnovamento occorre, a mio personale giudizio, un preventivo atto di onestà intellettuale collettivo (e non solo da parte di chi ci ha governato o intende farlo nei prossimi cinque anni), al riparo dalle sirene dell'aspirazione personale. Occorre da un lato che la "cosa pubblica" riesca a far propri i principi virtuosi dell'impresa privata: diminuzione drastica dei privilegi (propri più di una casta che non di una classe sociale) in favore di meritocrazia e ottimizzazione delle risorse tramite la suddivisione dei ruoli per competenze. Ed è proprio sul principio di competenza che ora lancio una nuova, forse provocatoria, riflessione. Secondo quale principio un esponente, se pur di spicco, del mondo dell'imprenditoria piuttosto che della cultura può offrire le medesime garanzie di successo nel difficile compito di amministrare una comunità estremamente articolata qual è il Comune di Venezia con il suo arcipelago di realtà suddivise tra “acqua” e “terra”? Se spesso abbiamo contestato l'eccesso di improvvisazione palesato da chi ci governa, cerchiamo di evitare il rischio di passare da un'improvvisazione all'altra, solo per la smania di veder cambiare le cose....senza preoccuparci troppo di come si andrebbero a cambiare. Perché non cercare piuttosto tra chi la politica la mastica già da un po' (e sottolineo da un po' e non da molto, troppo tempo) quella passione e quella dinamicità che, miste proprio alla competenza garantita quanto meno da una formazione ad hoc, concorrono a disegnare l'identikit del politico ideale? Una persona che abbia acquisito gli strumenti, compreso i linguaggi, somatizzato le dinamiche del “fare politica” nel proprio schieramento ma pronto, perché non ancora inserito nel sistema, ad andare oltre. A costruire una squadra nuova e trasversale, basata sui contenuti di un programma condiviso e sul valore delle persone chiamata a comporla, e per questo slegata dalle consuete dinamiche di partito. Tutte qualità e prerogative che favorirebbero molto probabilmente l'ulteriore presa di coscienza da parte di chi, ottenuta la carega, forse non si concentrerebbe più troppo sul mantenimento della stessa, ma piuttosto avvierebbe - dalla città/laboratorio politico per eccellenza - un processo di rinnovamento amministrativo basato su un concetto più completo di partecipazione, marcando così una netta discontinuità con il consociativismo alimentato negli ultimi trent'anni. Ma per riuscire ad operare in questo modo, qualsiasi buon amministratore deve poter contare non solo sulle capacità della propria squadra di governo, ma anche sul supporto della società civile, organizzata magari in una sorta di "lobby dei cittadini" in cui la messa in rete delle singole capacità favorisca l'emersione di un gruppo di confronto e, quando necessario, di pressione in cui siano le competenze riconosciute a caratterizzarne e qualificarne le azioni. Che le personalità eccellenti che il territorio ha saputo far emergere negli ultimi anni si impegnino ora in ciò sanno fare meglio: addentrarsi nelle problematiche, analizzarle e ove possibile proporre delle soluzioni. Ma non più per fini od obiettivi personali bensì per il bene della comunità. Ecco come il mondo del terziario può concretamente aspirare a rappresentare un esempio innovativo e virtuoso di impegno politico, cioè di interesse diretto agli affari della polis. Solo se al servizio dell'amministrazione pubblica, e non sostituendosi ad essa, la società civile può pensare di dare il proprio concreto contributo al nuovo rinascimento veneziano.
-.-
Massimo Andreoli
Presidente del CERS - Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche