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- Category:
- Student Groups - Student Government
- Description:
- Chi ci nega il diritto a un'istruzione di qualità e gratuita nega il nostro diritto al futuro!
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APPELLO PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALLO STUDIO AD ASSOCIAZIONI, COLLETTIVI, RAPPRESENTANTI DEGLI STUDENTI
Siamo studenti e studentesse che l'anno scorso hanno inondato le piazze delle lezioni autogestite e le classi delle scuole occupate.
Siamo studenti e studentesse che non si arrendono: ci mobilitiamo per ancora per una scuola pubblica migliore di quella attuale, in questa Italia che non ci piace e vogliamo cambiare.
Tutti i giorni viviamo in una scuola in cui l'importante è ottenere la sufficienza in tutte le materie, non sgarrare sul comportamento, stare in silenzio quando vorremmo urlare contro ciò che non ci piace. Ma la sufficienza in tutte le materie non basta per costruire la scuola di qualità di cui tanto si riempie la bocca il ministro Gelmini: non è mortificando chi non riesce ad andare avanti da solo che si consentirà di superare gli ostacoli della precarietà o della disoccupazione. Il nostro futuro è appeso a un filo: la crisi ha ingrossato il mare della disoccupazione in cui arrancano i nostri genitori, della precarietà da call center con cui i nostri fratelli si pagano le tasse universitarie, della criminalità organizzata cui ha ceduto il nostro compagno di classe che a giugno ha lasciato la scuola.
Diritto allo studio è diritto al futuro: per immaginare il nostro domani chiediamo un sapere garantito a tutti nella stessa forma, inclusivo e di qualità, che apra le porte del mondo del lavoro senza esserne servo, che ci consegni gli strumenti per continuare a formarci e aggiornarci per tutta la vita.
Ogni giorno accendiamo la televisione e vediamo la Gelmini annunciare una nuova riforma, che descrive una scuola che si innova e che migliora. Ma la realtà vera è di fronte ai nostri occhi ogni giorno: scuole che cadono a pezzi, che soffrono per i tagli disposti dal governo, che ti escludono se sei nero, musulmano, disabile o figlio di disoccupato.
Il nostro governo continua a tagliare i fondi per la scuola, riduce le ore, elimina le sperimentazioni, chiude i laboratori e lascia a casa migliaia di insegnanti che servirebbero per le supplenze, le attività di recupero e le attività alternative.
Mentre noi sappiamo che per avere una scuola funzionante e di qualità servono maggiori finanziamenti all’istruzione, all’università e alla ricerca e non la privatizzazione dell’università pubblica.
Dov'è il Paese dei Balocchi di cui parlano le riviste patinate e di cui discorrono i luccicanti salotti televisivi? Dov'è il Paese in cui le città terremotate risorgono e i conti pubblici fioriscono, gli anziani sono felici e senza rughe e c’è lavoro per tutti? Se quel Paese esiste, non è certo il nostro.
Noi sentiamo il peso di un futuro che non c'è: usciti da scuola non sappiamo cosa ci aspetti, in questo maledetto mondo di precarietà, in cui chi studia e s'impegna viene superato da chi è raccomandato dal potente di turno. Non ci arrendiamo ad un mondo in cui ai diritti si sostituiscono i privilegi, in cui prevale la legge del più forte, a cui bisogna “vendersi” (intellettualmente o fisicamente) per ottenere il posto da ricercatore sperato.
Pretendiamo che il diritto a studiare venga universalmente riconosciuto come condizione essenziale per essere cittadini consapevoli, informati e liberi. Diritto allo studio deve significare realmente diritto al domani, per non essere comparse ricattabili nell’immenso show di questa Italia in cui i posti di Ministro o di parlamentare si regalano al posto dei mazzi di rose e dei gioielli.
Diritto allo studio è diritto alla qualità, a una scuola che funzioni, con una didattica nuova che consenta il successo formativo a tutti.
Diritto allo studio è diritto ad avere tutti le stesse opportunità, la scuola deve essere gratuita, non possiamo avere una scuola di cattiva qualità e pagare le lezioni private!
Diritto allo studio è interculturalità, vogliamo una scuola laica e antirazzista.
Diritto allo studio è sicurezza, vogliamo scuole sicure, spazi per gli studenti, palestre e laboratori funzionanti.
Diritto allo studio è università pubblica, per tutti! No alla privatizzazione degli atenei!
Il 17 novembre è la giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio.
Costruiamo una rete ampia di tutte le realtà studentesche impegnate nelle scuole e sul territorio, delle liste dei rappresentanti attivi che hanno davvero voglia di cambiare, delle esperienze di giornalismo studentesco che cercano di raccontare la realtà delle scuole, non patinata né contraffatta. Invitiamo tutti gli studenti a riprendersi il diritto al domani: riprendiamoci le scuole dimostrando che una scuola diversa si può fare, con lezioni alternative e autogestite, riprendiamoci le nostre città e le nostre piazze, per dimostrare che nonostante le televisioni non ci inquadrino, noi ci siamo!
scarica la piattaforma e il manifesto su
http://www.retedeglistudenti.it/news/17-novembre-diritto-allo-studio-diritto-al-futuro
ci siamo!
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DIRITTO ALLO STUDIO=DIRITTO AL FUTURO
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Siamo studenti e studentesse che l'anno scorso hanno inondato le piazze delle lezioni autogestite e le classi delle scuole occupate.
Siamo studenti e studentesse che non si arrendono: ci mobilitiamo per ancora per una scuola pubblica migliore di quella attuale, in questa Italia che non ci piace e vogliamo cambiare.
Tutti i giorni viviamo in una scuola in cui l'importante è ottenere la sufficienza in tutte le materie, non sgarrare sul comportamento, stare in silenzio quando vorremmo urlare contro ciò che non ci piace. Ma la sufficienza in tutte le materie non basta per costruire la scuola di qualità di cui tanto si riempie la bocca il ministro Gelmini: non è mortificando chi non riesce ad andare avanti da solo che si consentirà di superare gli ostacoli della precarietà o della disoccupazione. Il nostro futuro è appeso a un filo: la crisi ha ingrossato il mare della disoccupazione in cui arrancano i nostri genitori, della precarietà da call center con cui i nostri fratelli si pagano le tasse universitarie, della criminalità organizzata cui ha ceduto il nostro compagno di classe che a giugno ha lasciato la scuola.
Diritto allo studio è diritto al futuro: per immaginare il nostro domani chiediamo un sapere garantito a tutti nella stessa forma, inclusivo e di qualità, che apra le porte del mondo del lavoro senza esserne servo, che ci consegni gli strumenti per continuare a formarci e aggiornarci per tutta la vita.
Ogni giorno accendiamo la televisione e vediamo la Gelmini annunciare una nuova riforma, che descrive una scuola che si innova e che migliora. Ma la realtà vera è di fronte ai nostri occhi ogni giorno: scuole che cadono a pezzi, che soffrono per i tagli disposti dal governo, che ti escludono se sei nero, musulmano, disabile o figlio di disoccupato.
Il nostro governo continua a tagliare i fondi per la scuola, riduce le ore, elimina le sperimentazioni, chiude i laboratori e lascia a casa migliaia di insegnanti che servirebbero per le supplenze, le attività di recupero e le attività alternative.
Mentre noi sappiamo che per avere una scuola funzionante e di qualità servono maggiori finanziamenti all’istruzione, all’università e alla ricerca e non la privatizzazione dell’università pubblica.
Dov'è il Paese dei Balocchi di cui parlano le riviste patinate e di cui discorrono i luccicanti salotti televisivi? Dov'è il Paese in cui le città terremotate risorgono e i conti pubblici fioriscono, gli anziani sono felici e senza rughe e c’è lavoro per tutti? Se quel Paese esiste, non è certo il nostro.
Noi sentiamo il peso di un futuro che non c'è: usciti da scuola non sappiamo cosa ci aspetti, in questo maledetto mondo di precarietà, in cui chi studia e s'impegna viene superato da chi è raccomandato dal potente di turno. Non ci arrendiamo ad un mondo in cui ai diritti si sostituiscono i privilegi, in cui prevale la legge del più forte, a cui bisogna “vendersi” (intellettualmente o fisicamente) per ottenere il posto da ricercatore sperato.
Pretendiamo che il diritto a studiare venga universalmente riconosciuto come condizione essenziale per essere cittadini consapevoli, informati e liberi. Diritto allo studio deve significare realmente diritto al domani, per non essere comparse ricattabili nell’immenso show di questa Italia in cui i posti di Ministro o di parlamentare si regalano al posto dei mazzi di rose e dei gioielli.
Diritto allo studio è diritto alla qualità, a una scuola che funzioni, con una didattica nuova che consenta il successo formativo a tutti.
Diritto allo studio è diritto ad avere tutti le stesse opportunità, la scuola deve essere gratuita, non possiamo avere una scuola di cattiva qualità e pagare le lezioni private!
Diritto allo studio è interculturalità, vogliamo una scuola laica e antirazzista.
Diritto allo studio è sicurezza, vogliamo scuole sicure, spazi per gli studenti, palestre e laboratori funzionanti.
Diritto allo studio è università pubblica, per tutti! No alla privatizzazione degli atenei!
Il 17 novembre è la giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio.
Costruiamo una rete ampia di tutte le realtà studentesche impegnate nelle scuole e sul territorio, delle liste dei rappresentanti attivi che hanno davvero voglia di cambiare, delle esperienze di giornalismo studentesco che cercano di raccontare la realtà delle scuole, non patinata né contraffatta. Invitiamo tutti gli studenti a riprendersi il diritto al domani: riprendiamoci le scuole dimostrando che una scuola diversa si può fare, con lezioni alternative e autogestite, riprendiamoci le nostre città e le nostre piazze, per dimostrare che nonostante le televisioni non ci inquadrino, noi ci siamo!
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