
13 settembre 2010 primo giorno di scuola!
Information
- Category:
- Student Groups - Student Government
- Description:
- La Comunità Outside School Nicholas Green, Movimento Studenti e un movimento Studenti Cattolici e non, accogliendo l’invito, fatto singolarmente a ciascuno, a prendere parte ai lavori di questo spazio, hanno scelto di condividere esperienze, idee e riflessioni e di presentare un unico intervento che tenga dentro le sensibilità di quella parte della comunità scolastica, ovvero la componente studentesca, ritenuta, fin troppo spesso, solo destinataria dell’azione educativa.
La scelta di ritrovarci insieme, tuttavia, non nasce solo da una mera esigenza “rappresentativa”: non ci sentiamo il sindacato degli studenti, né avvertiamo la relazione educativa, fondamento della comunità, come una contrapposizione tra generazioni lontane, adulti e giovani, docenti e studenti.
Dunque, insieme perché abbiamo avvertito l’esigenza di iniziare un percorso di dialogo e condivisione che ci faccia sedere attorno ad un tavolo ed incominciare a conoscerci meglio, prima di tutto, confrontarci e cercare elementi comuni relativamente a ciò che ci sta più a cuore: la vita degli studenti e la scuola.
Partiamo, allora dal chiederci cos’è la comunità? Per rispondere a questa domanda ci facciamo aiutare dallo studio etimologico della parola comunità che rinvia al latino communitas la cui radice munus traduce contemporaneamente sia il concetto di dono che di dovere. Sembra una contraddizione in termini ma a pensarci bene: quanti studenti vivono la scuola solo come un dovere? E quanti docenti, invece, vivono la loro professione solo come puro e calcolato trasferimento di nozioni da un cervello all’altro? Naturalmente, gli esempi potrebbero essere inversi che il risultato non cambierebbe…
Quindi al cuore della comunità abbiamo questa strana relazione tra dono e dovere, come se l’invito implicito per studenti e docenti, al fine di rendere effettiva l’appartenenza alla comunità scolastica fosse quello di esercitarsi reciprocamente nella gratuità di un dovere, di un impegno che ciascuno assume nei confronti dell’altro.
L’importante è pensare il nostro essere parte di una comunità nell’ottica del dono senza vivere la doverosità come obbligo ma traducendo con la propria vita la gratuità di una relazione capace di farsi ascolto, dialogo, confronto, condivisione.
Lo studente, infatti, non ha bisogno di un docente che assolva esclusivamente alle funzioni di istruzione e valutazione o che limiti la propria azione al completamento pedissequo dei programmi ministeriali.
È necessario che egli sia, prima di ogni cosa, un educatore capace di “tirare fuori”, letteralmente, dallo studente il meglio delle sue potenzialità e senza avere la sola presunzione di “mettere dentro” nelle nostre teste vuote (a detta di qualcuno…) formule, versi, nomi, date, eventi.
Invece accade anche di incontrare insegnanti che si lasciano provocare dal bisogno educativo, che si mettono in gioco e rischiano le certezze che danno senso al proprio lavoro, che danno gusto ai contenuti e alle abilità e “rendono credibile l’esercizio dell’autorità” , come ci ha ricordato più volte nel corso degli anni il nostro Dirigente.
Maestri di vita che aiutino a verificare ciò che propongono, e quindi educano a saper scegliere, perché “la libertà dell´uomo è sempre nuova e quindi ciascuna persona e ciascuna generazione deve prendere di nuovo, e in proprio, le sue decisioni. Anche i più grandi valori del passato non possono semplicemente essere ereditati, vanno fatti nostri e rinnovati attraverso una, spesso sofferta, scelta personale”.
E’ in questo incontro fra due libertà il fondamento del rapporto educativo che ha come conseguenza un impegno culturale e politico per un’effettiva libertà di scelta educativa delle famiglie.
Ci appare strano come in un contesto comunitario europeo solo l’Italia abbia ancora un sistema che garantisca su carta una parità scolastica senza una parità economica indispensabile, perché riteniamo necessario ridare centralità al progetto formativo della scuola: essa è una risorsa per tutti.
La comunità scolastica Outside School Nicholas Green nasce dunque nel suo significato più profondo quando si coopera per uno stesso fine ma non deve essere un’aggregazione finalizzata solo al conseguimento di un obiettivo didattico. Essere comunità significa condividere esperienze, relazioni, appartenenza. Se vissuta in pienezza e positivamente, essa rappresenta un valore aggiunto per la formazione (relazionale, culturale, umana) dello studente. Infatti, basti pensare a come ciò qualifichi e distingua l’esperienza formativa vissuta a scuola da quella di altre agenzie educative o a quanto sia diversa una lezione con un precettore privato o lo studio da autodidatti. L’essere insieme, l’essere una comunità rende la scuola unica e irripetibile. Una comunità plurale perché accoglie tutti e ciascuno con la propria originalissima storia, cultura, religione, valori, ideali (ci basta pensare ai numerosi studenti stranieri, cittadini regolari e non, che sono presenti nelle nostre classi); una comunità che quotidianamente sperimenta la fatica e la bellezza di generazioni diverse che camminano insieme, nella reciprocità di una relazione fondata sul dialogo e sull’ascolto, un implicito patto di collaborazione dono–dovere, da sottoscrivere ogni giorno; una comunità pienamente integrata nella più ampia società civile, dove tradurre i valori propri della democrazia, della libertà, della solidarietà e dell’uguaglianza, come, ad esempio, avviene negli organi collegiali, che possono rappresentare un primo esercizio di responsabilità pubblica.
Nel concludere vogliamo riprendere una citazione di Romano Guardini:“La vita nasce dalla vita”. Questa semplice affermazione è un criterio di metodo: la collaborazione nasce non per un progetto astratto, ma dalla testimonianza, dall’incontro personale, dalla tensione a ricercare quanti, nell’ambiente scolastico vivono la stessa urgenza missionaria. Il compito delle diverse comunità è l’educazione ad una dimensione e comunione che faciliti il riconoscimento e l’importanza di appartenere ad un unico corpo, la Terra.
Partendo da quest’ultima realtà , per tutti noi fondamentale , vogliamo essere presenti in maniera costruttiva dai banchi di scuola fino ai vari organismi di rappresentanza studentesca per rendere più efficace il nostro servizio: come ad esempio nelle rappresentanze studentesche dei singoli istituti o le Consulte Provinciali degli Studenti, il Forum delle Associazioni Maggiormente Rappresentative presso il Ministero della Pubblica Istruzione , dove abbiamo facoltà consultiva. (read less)La Comunità Outside School Nicholas Green, Movimento Studenti e un movimento Studenti Cattolici e non, accogliendo l’invito, fatto singolarmente a ciascuno, a prendere parte ai lavori di questo spazio, hanno scelto di condividere esperienze, idee e riflessioni e di presentare un unico intervento che tenga dentro le sensibilità di quella parte della comunità scolastica, ovvero la componente studentesca, ritenuta, fin troppo spesso, solo destinataria dell’azione educativa.
La scelta di... (read more) - Privacy Type:
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- Giorgio (creator)
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- IPSIA Nicholas Green
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- Student Groups - Student Government
- Description:
- La Comunità Outside School Nicholas Green, Movimento Studenti e un movimento Studenti Cattolici e non, accogliendo l’invito, fatto singolarmente a ciascuno, a prendere parte ai lavori di questo spazio, hanno scelto di condividere esperienze, idee e riflessioni e di presentare un unico intervento che tenga dentro le sensibilità di quella parte della comunità scolastica, ovvero la componente studentesca, ritenuta, fin troppo spesso, solo destinataria dell’azione educativa.
La scelta di ritrovarci insieme, tuttavia, non nasce solo da una mera esigenza “rappresentativa”: non ci sentiamo il sindacato degli studenti, né avvertiamo la relazione educativa, fondamento della comunità, come una contrapposizione tra generazioni lontane, adulti e giovani, docenti e studenti.
Dunque, insieme perché abbiamo avvertito l’esigenza di iniziare un percorso di dialogo e condivisione che ci faccia sedere attorno ad un tavolo ed incominciare a conoscerci meglio, prima di tutto, confrontarci e cercare elementi comuni relativamente a ciò che ci sta più a cuore: la vita degli studenti e la scuola.
Partiamo, allora dal chiederci cos’è la comunità? Per rispondere a questa domanda ci facciamo aiutare dallo studio etimologico della parola comunità che rinvia al latino communitas la cui radice munus traduce contemporaneamente sia il concetto di dono che di dovere. Sembra una contraddizione in termini ma a pensarci bene: quanti studenti vivono la scuola solo come un dovere? E quanti docenti, invece, vivono la loro professione solo come puro e calcolato trasferimento di nozioni da un cervello all’altro? Naturalmente, gli esempi potrebbero essere inversi che il risultato non cambierebbe…
Quindi al cuore della comunità abbiamo questa strana relazione tra dono e dovere, come se l’invito implicito per studenti e docenti, al fine di rendere effettiva l’appartenenza alla comunità scolastica fosse quello di esercitarsi reciprocamente nella gratuità di un dovere, di un impegno che ciascuno assume nei confronti dell’altro.
L’importante è pensare il nostro essere parte di una comunità nell’ottica del dono senza vivere la doverosità come obbligo ma traducendo con la propria vita la gratuità di una relazione capace di farsi ascolto, dialogo, confronto, condivisione.
Lo studente, infatti, non ha bisogno di un docente che assolva esclusivamente alle funzioni di istruzione e valutazione o che limiti la propria azione al completamento pedissequo dei programmi ministeriali.
È necessario che egli sia, prima di ogni cosa, un educatore capace di “tirare fuori”, letteralmente, dallo studente il meglio delle sue potenzialità e senza avere la sola presunzione di “mettere dentro” nelle nostre teste vuote (a detta di qualcuno…) formule, versi, nomi, date, eventi.
Invece accade anche di incontrare insegnanti che si lasciano provocare dal bisogno educativo, che si mettono in gioco e rischiano le certezze che danno senso al proprio lavoro, che danno gusto ai contenuti e alle abilità e “rendono credibile l’esercizio dell’autorità” , come ci ha ricordato più volte nel corso degli anni il nostro Dirigente.
Maestri di vita che aiutino a verificare ciò che propongono, e quindi educano a saper scegliere, perché “la libertà dell´uomo è sempre nuova e quindi ciascuna persona e ciascuna generazione deve prendere di nuovo, e in proprio, le sue decisioni. Anche i più grandi valori del passato non possono semplicemente essere ereditati, vanno fatti nostri e rinnovati attraverso una, spesso sofferta, scelta personale”.
E’ in questo incontro fra due libertà il fondamento del rapporto educativo che ha come conseguenza un impegno culturale e politico per un’effettiva libertà di scelta educativa delle famiglie.
Ci appare strano come in un contesto comunitario europeo solo l’Italia abbia ancora un sistema che garantisca su carta una parità scolastica senza una parità economica indispensabile, perché riteniamo necessario ridare centralità al progetto formativo della scuola: essa è una risorsa per tutti.
La comunità scolastica Outside School Nicholas Green nasce dunque nel suo significato più profondo quando si coopera per uno stesso fine ma non deve essere un’aggregazione finalizzata solo al conseguimento di un obiettivo didattico. Essere comunità significa condividere esperienze, relazioni, appartenenza. Se vissuta in pienezza e positivamente, essa rappresenta un valore aggiunto per la formazione (relazionale, culturale, umana) dello studente. Infatti, basti pensare a come ciò qualifichi e distingua l’esperienza formativa vissuta a scuola da quella di altre agenzie educative o a quanto sia diversa una lezione con un precettore privato o lo studio da autodidatti. L’essere insieme, l’essere una comunità rende la scuola unica e irripetibile. Una comunità plurale perché accoglie tutti e ciascuno con la propria originalissima storia, cultura, religione, valori, ideali (ci basta pensare ai numerosi studenti stranieri, cittadini regolari e non, che sono presenti nelle nostre classi); una comunità che quotidianamente sperimenta la fatica e la bellezza di generazioni diverse che camminano insieme, nella reciprocità di una relazione fondata sul dialogo e sull’ascolto, un implicito patto di collaborazione dono–dovere, da sottoscrivere ogni giorno; una comunità pienamente integrata nella più ampia società civile, dove tradurre i valori propri della democrazia, della libertà, della solidarietà e dell’uguaglianza, come, ad esempio, avviene negli organi collegiali, che possono rappresentare un primo esercizio di responsabilità pubblica.
Nel concludere vogliamo riprendere una citazione di Romano Guardini:“La vita nasce dalla vita”. Questa semplice affermazione è un criterio di metodo: la collaborazione nasce non per un progetto astratto, ma dalla testimonianza, dall’incontro personale, dalla tensione a ricercare quanti, nell’ambiente scolastico vivono la stessa urgenza missionaria. Il compito delle diverse comunità è l’educazione ad una dimensione e comunione che faciliti il riconoscimento e l’importanza di appartenere ad un unico corpo, la Terra.
Partendo da quest’ultima realtà , per tutti noi fondamentale , vogliamo essere presenti in maniera costruttiva dai banchi di scuola fino ai vari organismi di rappresentanza studentesca per rendere più efficace il nostro servizio: come ad esempio nelle rappresentanze studentesche dei singoli istituti o le Consulte Provinciali degli Studenti, il Forum delle Associazioni Maggiormente Rappresentative presso il Ministero della Pubblica Istruzione , dove abbiamo facoltà consultiva. (read less)La Comunità Outside School Nicholas Green, Movimento Studenti e un movimento Studenti Cattolici e non, accogliendo l’invito, fatto singolarmente a ciascuno, a prendere parte ai lavori di questo spazio, hanno scelto di condividere esperienze, idee e riflessioni e di presentare un unico intervento che tenga dentro le sensibilità di quella parte della comunità scolastica, ovvero la componente studentesca, ritenuta, fin troppo spesso, solo destinataria dell’azione educativa.
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