6. SOTTO IL LATTE
“Una tristezza così non la sentivo da mai
ma poi la banda arrivò e allora tutto passò.”
(La banda, 1967, Mina)
Il Panda è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia degli Uraldi. Originario della Cina centrale egli vive nelle regioni montuose del Sichouan e del Tibet. Il Panda, anche se assomiglia a un gigantesco e feroce orso bianco con le occhiaie è un animale mansueto e si ciba di bambù che mangia a quintali.
Prima che la maestra ci parlasse della scomparsa del Panda io già lo conoscevo per via di alcuni fumetti di Ranma che mi aveva fatto leggere mio fratello grande dove c'è il padre di Ranma che quando si bagna con l'acqua fredda si trasforma in un panda gigantesco.
Sin dall'antichità il Panda ha popolato i paesi asiatici fino a quando la deforestazione e la scomparsa del bambù hanno portato alla sua estinzione. Il Panda, oltre a essere il simbolo della Cina è diventato anche il simbolo della lotta per la salvaguardia di alcune specie animali in via di estinzione.
La cosa che più mi ha colpito del documentario visto ieri in classe è proprio questa: se il Panda è il simbolo della Cina perché i cinesi non hanno a cuore la sua conservazione? Se non ci sono più boschi i Panda non si riproducono ed ecco perché si parla di estinzione della specie. Bisognerebbe fare più attenzione al rispetto degli animali poiché la loro salvaguardia è legata strettamente alla nostra vita.
Fine
Per la maestra: spero che il tema vada bene così e che non sia troppo corto il fatto è che stamattina mentre ancora dormivamo ha chiamato lo zio e lui non ha mai chiamato di mattina presto e la mamma si è messa a piangere e mi ha mandato giù di corsa a chiamare papà che stava per uscire e io gli ho detto papà sali che ha chiamato zio e la mamma sta piangendo.
Il piccolo dorme?
Papà chiede sempre del piccolo, anche quando non c'entra niente. E poi mi ha detto ormai hai otto anni e sei grande lo sai perché ha chiamato lo zio vero?
No che non lo so gli ho detto io e allora lui mi ha detto che la nonna era morta.
Quando siamo arrivati su papà è entrato in bagno con mamma mentre mio fratello grande che fa le medie ha preparato la colazione per me e per il piccolo e c'era la televisione accesa e tutto quanto come se fosse una giornata normale ma non era più una giornata normale e io lo sapevo perché sentivo la mamma piangere.
Ho pensato che anch'io avrei fatto lo stesso se un giorno mio fratello mi avesse telefonato per dirmi che era morta la mamma. Solo che con la nonna non funzionava. Non mi veniva affatto da piangere.
La nonna non la vedevo sempre anzi, quasi mai. Ma questo per via della malattia. Sul Grande Dizionario Medico Illustrato Deagostini un giorno ho letto che l'alzheimer è una malattia degenerativa. Degenerativa vuol dire che non si torna indietro perché i medici ancora non hanno capito come si cura così io già lo sapevo che sarebbe morta.
L'alzheimer uccide tutti i neuroni e ti impedisce di ricordare. Magari ti ricordi perfettamente cosa è successo quando eri piccolo ma non cosa è successo ieri. Infatti nonna mi raccontava sempre di quando era piccola e di suo fratello Peppino che si doveva fare prete ma non si ricordava affatto del piccolo, ma io lo sapevo che non lo faceva apposta.
Sempre sul Dizionario Medico Illustrato ho visto anche altre malattie e ho scoperto che forse ho la tachicardia perché spesso mi batte il cuore veloce soprattutto a merenda quando sono vicino a Claudia della III A ma papà dice che mi preoccupo troppo e che se continua così divento ipocondriaco. Io spero di non diventare mai ipocondriaco perché ho letto che anche quella malattia non si cura con le medicine.
Comunque la nonna stava bene fino a quando non ha iniziato a scordarsi le cose. Nonno glielo diceva sempre ma il latte non l'hai comprato? E lei no, mi sono scordata. Chi è venuto a trovarti? chi ha portato questi cioccolatini? e lei non se lo ricordava mai. Così sono andati da un medico specialista che le ha fatto le analisi e le ha detto dell'alzheimer.
Mamma ci diceva sempre che la nonna sarebbe guarita ma lo diceva solo per non farci preoccupare e infatti è stato proprio in quel momento che sono andato a prendere il Grande Dizionario Medico Illustrato Deagostini.
Un altro giorno nonno è venuto da noi perché nonna lo aveva chiuso fuori casa dicendogli che se ne doveva andare perché lei stava aspettando il marito che tornava dal negozio. Così la mamma ha chiamato lo zio e si sono chiusi in cucina a discutere e da quel momento la nonna si è trasferita in clinica.
Ogni domenica pomeriggio mamma preparava il piccolo e ci portava in clinica con la 127. Il posto non era un granché infatti c'erano solo vecchi, medici e infermieri ma io facevo delle belle passeggiate con nonna. Mi chiamava sempre Peppino. Io le dicevo guarda nonna che non mi chiamo affatto Peppino ma lei continuava e continuava: come stai Peppino? quando sei tornato Peppino? Zio Giuseppe, cioè zio Peppino, è il fratello di nonna. Adesso è vecchio ma da giovane stava quasi per diventare prete. Non tutti lo sanno ma zio Peppino è anche un grande mago in quanto è in grado di far sparire e ricomparire le monete solo facendoti soffiare sulla sua mano. Il piccolo invece rideva sempre quando nonna lo prendeva in braccio. Io pensavo è bello che nonna gioca con il piccolo, anche se non si ricorda che è il nipote. Lei e il piccolo si parlavano e ridevano sempre. Chissà cosa si dicevano.
L'estate, quando andavamo al mare, nonna veniva sempre con noi così non dovevamo prendere la 127 per vederla. Era bello quando c'era la nonna anche se certe volte voleva andare via per tornare a casa sua, la casa della sua infanzia dove viveva con il fratello.
Una mattina presto mentre facevo finta di dormire ho sentito mamma che le parlava. Cosa fai sveglia a quest'ora mamma? e lei rispondeva sempre che stava aspettando. Chi? non lo diceva mai. Anche a me un giorno è capitato di vederla in piedi di mattina presto. Si era vestita con il vestito per andare a messa ma non era domenica e stava seduta al tavolo fuori con in mano una scatola per le scarpe chiusa con uno spago. Allora sono andato in camera da letto e ho svegliato papà che ha fatto il caffè e l'ha convinta a cambiarsi che dopo l'avrebbe accompagnata lui dove voleva ma poi non l'ha accompagnata da nessuna parte.
A settembre non si poteva andare più al mare. Tirava vento, le onde erano alte e non c'erano più nemmeno gli ombrelloni così è ricominciata la scuola e la nonna è tornata in clinica.
Io sono molto affezionato alla nonna perché mi ha cresciuto lei mentre mio fratello grande è stato cresciuto dagli altri nonni perché mamma e papà lavoravano. Quando andavo all'asilo nonna apparecchiava in giardino e mangiavamo tutti fuori e se il nonno batteva il coltello sul bicchiere dovevo lavarmi le mani che la pasta altrimenti si scuoceva mentre a lui piaceva al dente. Quando c'era mio fratello grande invece preferivo fare un po' a botte con lui e giocare a nascondino e arrampicarmi sull'albero di albicocche o andare a tirare i sassi alle galline. Forse è per questo che lui è stato cresciuto dagli altri nonni.
Poi ad aprile è arrivato il piccolo.
Tutti pensavano che sarebbe stata una femmina ma mamma era felicissima lo stesso perché mi ha chiesto chi preferisci tu un fratellino o una sorellina? e io ho detto un fratellino e lei anch'io. Ecco perché lo so che lei era felicissima. E io ero veramente contento che non era una bambina perché che te ne fai di una sorella? Quando il piccolo crescerà finalmente potrò fare io il fratello maggiore e rubargli i giocattoli e fare a botte con lui anche se papà dice che i fratelli maggiori devono proteggere quelli più piccoli. In realtà non è così e io lo so bene perciò ho deciso che un po' lo proteggerò e un po' ci farò a botte.
Una volta la mamma mi ha detto che quando il nonno era giovane e voleva sposare la nonna aveva aperto un negozio per vendere il latte proprio di fronte casa sua. Un giorno le ha scritto una lettera e l'ha attaccata sotto la bottiglia del latte ché nessuno tranne lei potesse vederla. Nella lettera c'era scritto preparati che domani mattina all'alba ti vengo a prendere con la carrozza e andiamo a sposarci. E così fece. Subito dopo nacque lo zio e dopo un po' mamma che doveva nascere anche lei ad aprile e invece è nata a febbraio. Dopodiché nonno e nonna sono tornati al negozio a lavorare insieme fino a quando lo zio non li ha convinti a chiuderlo perché così potevano riposarsi e pensare ai nipoti.
Una volta nonna mi ha portato al negozio chiuso e mi è piaciuto talmente tanto che le ho promesso che una volta finita la scuola lo avrei riaperto io. Sicuro. Quel giorno ho preso dal negozio una lampadina che la uso quando sono agli scouts e un giradischi piccolo rosso che piaceva anche a mio fratello grande per via dei dischi dei Beatles ché io non lo se lui le capisce le parole io no di certo ma la musica è divertente.
Anche a nonna piaceva la musica ne sono sicuro perché cantava sempre e quando cantava rideva e faceva ridere anche me e il nonno. Cantava sempre la canzone fiorin fiorello. Mi ricordo una volta che lei stava cantando ed era ancora notte e aveva la scatola delle scarpe in mano e il fulàr sulla testa come se dovesse uscire. Poi l'ho sentita aprire la porta di casa che papà si era dimenticato di chiudere. Sono sceso con lei per le scale fino giù al portone. Faceva un po' freddo e lei si è seduta sui gradini. Non serviva chiamare mamma visto che c'ero io con lei allora le ho detto nonna cos'hai nella scatola? e lei mi ha sorriso ha tolto il laccio e mi ha detto vieni ora ti faccio vedere. Dentro la scatola c'erano il pettine lo spazzolino il libro delle preghiere e una lettera gialla scritta a mano.
Cos'è questa?
e lei mi ha detto che era una lettera attaccata sotto la bottiglia del latte ma che non dovevo dirlo a nessuno perché lui sarebbe passato a prenderla su una carrozza per andarsi a sposare. Poi mi ha chiesto quando sei tornato Peppino? la mamma lo sa che sei qui? Io le ho detto che mamma e papà dormivano ancora, le ho dato un bacio sulla guancia e mi sono seduto vicino a lei. Poi ho sentito un rumore di cavalli il che è strano visto che non ci sono cavalli dove abitiamo noi così lei si è alzata felice e si è sistemata il fulàr, mi ha preso per mano e mi ha detto vuoi venire anche tu? Da dietro la collina è uscito il sole e tutto è diventato arancione chiaro e non faceva più nemmeno tanto freddo.
FINE
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© Diego Altobelli 2010 | www.revolutionine.com
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