Macchina dei Sogni: LOTTARE CON LE IMMAGINI
LOTTARE CON LE IMMAGINI
Stasera, lunedì 9 novembre ore 19.30 primo momento imperdibile di cinema dell'anno con Elio De Capitani.
A noi toccò essere "visivi" dai tempi del Concilio di Trento. I protestanti imparavano a leggere la Bibbia tradotta, noi la conoscemmo solo "per immagini" mai "per iscritto" nei quadri e nei sacri monti, i grandi parchi a tema della devozione ipnotica. Da lì alla televisione il passo è breve: il nostro paese ha covato una società-spettacolo con molto anticipo sui tempi. Lo statuto di ambiguità dell'immagine, strumento di conoscenza raffinatissimo e al tempo stesso di mancata emancipazione, esplode negli anni attuali. Lottare con le immagini ha quindi due sensi opposti.
"C'è un quadro di Klee che s'intitola 'Angelus Novus'. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, al bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.”
Walter Benjamin - Tesi di filosofia della storia
Elio De Capitani (Taleggio, 1953)
Del teatro ho fatto tutti i mestieri: il facchino, il tecnico, l'amministratore, l'organizzatore, l'attacchino, l'attore per dieci anni poi anche il regista per quasi trenta. Di necessità virtù. Se penso ai cinquanta e più spettacoli che ho fatto in questi anni, ma soprattutto se penso alla passione, alla tenacia, all'energia, allo studio, al pensiero e a tutta la vita che ci ho messo, mi viene un sorriso bello sghembo a dire che il teatro non è stata la mia vocazione ma un caso. La mia vita è andata così: avevo quindici anni quando è arrivato il 1968. Ho smesso di leggere, la mia grande passione fino ad allora. Ho cominciato a scrivere manifesti, volantini. Poi a parlare alle assemblee. È stato bello, soprattutto all'inizio. Se sono diventato quel che sono so di doverlo anche a quegli anni, nel bene e nel male. Ma ancora oggi mi trovo a disagio con chi li rimpiange. Un giorno, a uno spettacolo, ho visto un'attrice. Lo spettacolo non lo capivo, dell'attrice mi innamorai. Lì è iniziata la mia vita attuale ed anche il mio lavoro attuale, confusi come mai avrei sperato. L'attrice era Cristina Crippa, è mia moglie. Sopra l'ingresso della casa dove lei è nata e dove abitiamo c'è un motto quasi illeggibile: In arte virtus et vita. Infatti. Nell'ottobre del '90 è nato Lucio, nostro figlio. La compagnia era il Teatro dell'Elfo, ancora oggi la mia tribù.
MACCHINADEISOGNI c/o Caffetteria degli Atellani
Via Moscova 28 - Milano
INGRESSO con MdSCard (10 euro), valida per tutti gli incontri dell'anno
A noi toccò essere "visivi" dai tempi del Concilio di Trento. I protestanti imparavano a leggere la Bibbia tradotta, noi la conoscemmo solo "per immagini" mai "per iscritto" nei quadri e nei sacri monti, i grandi parchi a tema della devozione ipnotica. Da lì alla televisione il passo è breve: il nostro paese ha covato una società-spettacolo con molto anticipo sui tempi. Lo statuto di ambiguità dell'immagine, strumento di conoscenza raffinatissimo e al tempo stesso di mancata emancipazione, esplode negli anni attuali. Lottare con le immagini ha quindi due sensi opposti.
"C'è un quadro di Klee che s'intitola 'Angelus Novus'. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, al bocca aperta, le ali distese. L'angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l'infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.”
Walter Benjamin - Tesi di filosofia della storia
Elio De Capitani (Taleggio, 1953)
Del teatro ho fatto tutti i mestieri: il facchino, il tecnico, l'amministratore, l'organizzatore, l'attacchino, l'attore per dieci anni poi anche il regista per quasi trenta. Di necessità virtù. Se penso ai cinquanta e più spettacoli che ho fatto in questi anni, ma soprattutto se penso alla passione, alla tenacia, all'energia, allo studio, al pensiero e a tutta la vita che ci ho messo, mi viene un sorriso bello sghembo a dire che il teatro non è stata la mia vocazione ma un caso. La mia vita è andata così: avevo quindici anni quando è arrivato il 1968. Ho smesso di leggere, la mia grande passione fino ad allora. Ho cominciato a scrivere manifesti, volantini. Poi a parlare alle assemblee. È stato bello, soprattutto all'inizio. Se sono diventato quel che sono so di doverlo anche a quegli anni, nel bene e nel male. Ma ancora oggi mi trovo a disagio con chi li rimpiange. Un giorno, a uno spettacolo, ho visto un'attrice. Lo spettacolo non lo capivo, dell'attrice mi innamorai. Lì è iniziata la mia vita attuale ed anche il mio lavoro attuale, confusi come mai avrei sperato. L'attrice era Cristina Crippa, è mia moglie. Sopra l'ingresso della casa dove lei è nata e dove abitiamo c'è un motto quasi illeggibile: In arte virtus et vita. Infatti. Nell'ottobre del '90 è nato Lucio, nostro figlio. La compagnia era il Teatro dell'Elfo, ancora oggi la mia tribù.
MACCHINADEISOGNI c/o Caffetteria degli Atellani
Via Moscova 28 - Milano
INGRESSO con MdSCard (10 euro), valida per tutti gli incontri dell'anno


