C'è stato un concerto a Barcellona? Benefit per il G8? Ma quello sponsorizzato dall'Amaro del Capo? :)

June 25, 2012 at 7:30am

ATTENZIONE: questo scritto contiene citazioni da testi hardcore/punk e se non le carpisci godi solo a metà, ma soprattutto è stato buttato giù per gli amici che erano presenti quella sera, quindi zero commenti “tecnici”, track-list e menate del genere. Giusto due righe perché oggi fa caldo e non ho niente di meglio da fare. Se vi va di aggiungere qualcosa e di illuminare i pezzi bui (ecco la prima), nella fanzine finirà la versione ”extended”. Facciamolo social! Chiedo venia per eventuali svarioni e/o ripetizioni. C’ho perso la mano.

 

 A Messina necessitiamo di situazioni particolari per tirare su un concerto hardcore… in pratica se non mi avessero accusato di devastazione e saccheggio al G8 di Genova, tutti i concerti ed i festival degli ultimi anni probabilmente non ci sarebbero neanche stati, o forse non sarebbero venuti fuori così belli… cito solo l’Offensiva di Ferragosto (benefit G8), il B(r)each Fest (per il Silvestre di Pisa) e il Messina DIY Fest perché di orecchie ne abbiamo fatte sanguinare tante durante questi eventi. Non che qui si sia particolarmente militanti, ma se non c’è una “base” da cui partire… non si parte. Più che l’hardcore, siamo noi drogati, alcolizzati ed ex carcerati ad essere una minaccia. Mi annoio in maniera scandalosa a  fare il riassuntino delle puntate precedenti, quindi o leggete i vecchi numeri di Porrozine o vi arrangiate.

 

PROLOGO. L’uno maggio suonano i Nuovi Briganti al Centro per la Pace di Barcellona. Forse il primo gruppo rap nato dalle ceneri di un gruppo punk in Italia (cosa quasi normale, adesso): i Sovversione. Non riesco a non farmeli piacere, almeno fino alla svolta funky o quel che è, così dopo qualche litro di vinello locale riesco a spiaccicare due parole con Stefano, uno dei pochi fomentatori di “genere” (che sia rap, hc, dnb, r’n’r o quel che volete) rimasto attivo in loco… “Iammiamo un concerto HxC?” - “Si”.

 

Detto/fatto. Gli antisocial network facilitano le comunicazioni e la scaletta della serata è pronta nel giro di un paio di settimane. 45 giorni dopo, il concerto diventa un benefit.

 

A me i concerti hardcore/punk, soprattutto a Messina, piacciono perché di solito si incontra bella gente. E la gente invece, solitamente, mi fa schifo, soprattutto a Messina. Si, evviva i testi militanti, i cori da stadio, i riff a grattugia… ma quella cazzo di empatia la provo solo in certe situazioni, si tratta di intese perfette, di quelle che non troverai mai nel quotidiano. E poi casa mia diventa un bordello, che è forse la cosa che più mi attizza di ‘ste storie. Pure Giulietta si fomenta con gli amici “strani” di papà. E di fisso mi innamoro di qualche gruppo (di persone, non di musicisti), in questo caso i Sikspak e i loro soci di Lamezia Terme.

 

Neanche il tempo di stringersi la mano che le abbiamo già impegnate con due casse di birra Messina da 66 e 3 bottiglie di Amaro del Capo. Pit stop nell’ headquarter di Porrozine dove scatta in automatico un chilo di pasta anche se tutti abbiamo già pranzato, ma si sa che non c’è niente di meglio di una mangiata in compagnia per cimentarsi in pettegolezzi e confessioni delle più scabrose: dal G8 di Genova a quel deficiente che adesso canta nei Sepultura, da Brunori Sas alle manie di pulizia di un componente dei Sikspak (che per motivi di sicurezza resterà ignoto), c’è tanto di cui discutere.

 

Una cassa scompare al volo e siamo pronti ad affrontare i 45 km che dividono Messina da Barcellona.

 

I giri a vuoto si sprecano.

 

Come spesso accade, gli autisti di più macchine si affidano a me per arrivare nei posti in cui si suona, non tenendo conto del fatto che io non ho mai avuto la patente e che nei posti ci arrivo solo se scarrozzato da altri, quindi sai chi se ne frega di seguire strade, indicazioni, caselli autostradali e quant’altro. Mica sono un TomTom…

 

Eniuei, arriviamo in massa al Centro per la Pace, posto ufficialmente gestito dall’Arci, ma che vive soprattutto grazie al coraggio del solito manipolo di pazzi furibondi. Salutiamo tutti aprendo la prima bottiglia di Amaro del Capo, brindisi di massa. Partita a biliardino. Amaro del Capo. Partita a biliardino. Amaro del Capo. Partita a biliardino. Amaro del Capo. Amaro del Capo. Amaro del Capo. Alle 20 sono già in blackout. Ho flashback di tantissime persone che mi prendono sempre bene… o che quantomeno non mi prendono a calci in culo nonostante il mio alcolismo molesto. Tante altre le “conosco” solo tramite antisocial network e di molte non me ne frega un cazzo.

 

Non so chi inizia a suonare.

 

Ricordo i laGrandine… ammalianti. Sono fuori con un CD per HangedMan Records, l’etichetta di Antonio “degli AlterAzione” e di Cristian “dei Rushdown” e ci suona Franco, lo scorso secolo alla chitarra con i CFF (il primo, o uno dei primi gruppi, di Davide “dei CGB”). A me piacciono un botto, ed è strano che un gruppo non caciarone mi piaccia un botto. Il nulla invece per quanto riguarda gli AiFerriCorti che lo stesso mese hanno pubblicato un cd che è una piccola bomba… me ne dispiaccio parecchio. Il disco è meraviglioso e sono stati i primi in ambito hardcore ad affidarsi a Lampo/Stampo, la ditta di grafica&stampa che ho aperto da poco, per la realizzazione del loro booklet. Ammirazione. Zero assoluto per gli Stesso Sporco Sangue e per Sistha Nais. Minchia. Il vuoto pneumatico pure con NoBridge (bassista dei furono Afasia), l’unico rapper messinese che mi fa fomentare… ma saprò poi che NoBridge quel giorno, a Barcellona, non c’è mai stato. Alè. I Sikspak invece, a quanto pare, erano nel mio pianeta… a me piace pensare che il batterista ad un certo punto sia svenuto dietro la batteria, e mi sa che alla fine è davvero andata così dato che non riusciranno a suonare. Non ho mai chiesto conferma per pudore, ma se il briciolo di memoria rimasta non mente, li ho visti dormire tutti in mezzo alle fresche frasche del Centro per la Pace a fine serata. Must. Gli Shock Troopers me li ricordo perché mi sono fracassato uno stinco a furia di sbatterlo ripetutamente nello stesso punto contro una cassa spia e perché facevo finta di sapere i pezzi, urlando abbrancicato a dei ragazzi davanti al chitarrista Metal Pig.

 

I dj set di RudeBoy e Stone, i deliri visivi del maestro Peppe, la proiezione del DVD “Torino Hardcore” e la performance della LFS Crew di Palermo probabilmente saranno avvenute in un’altra dimensione.

 

Per la cronaca, un membro della LFS fa parte dei 10 mostri accusati di aver raso al suolo Genova duranti gli scontri di piazza del G8. Con lui, stasera siamo in 4. Forse mai visti 4 mostri tutti insieme, dal 2001. Epico.

 

Come si fa a dire quindi di aver passato una bellissima serata, se buona parte della stessa è stata persa fra i fumi dell’amaro del capo? Ho gestito l’ingestibile restando in piedi… mi basta raccogliere la sfilza di piccoli/grandi piaceri superstiti, di quelli che vanno collezionati e buttati nero su bianco, per fomentare l’appetito alla vita e per ricordare (ricordarmi) che… hardcore still lives!

 

Mi sa che ho passato tutta la notte a raccogliere splendidi frutti rossi.