Sospesa, per 15 giorni, la licenza di somministrazione di alimenti e bevande. Destinatario del decreto il titolare del bar "Del Corso" di Briatico, in passato già coinvolto in analoghe vicende.
Secondo quanto emerso a fare scattare il provvedimento dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza, è stata l'attività di controllo svolta dai carabinieri della locale Stazione i quali, da settimane, osservavano con discrezione i movimenti attorno all'esercizio pubblico. Controlli dai quali sarebbe emersa la frequentazione del locale da parte di numerosi pregiudicati i quali nel bar si sarebbero intrattenuti a conversare. Osservazioni che sono andate avanti per giorni finché i militari non hanno verificato la presenza di un notevole numero di pregiudicati nel locale. Da qui la proposta per la sospensione della licenza motivata con la violazione dell'art. 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che prevede il provvedimento amministrativo nei confronti di quelle attività diventate luogo di aggregazione di persone gravate da precedenti. Martedì pomeriggio il decreto di sospensione è stato così notificato al titolare del bar. Ma sia a Briatico, sia sull'intero territorio provinciale, proseguiranno i controlli dei carabinieri.
da La Gazzetta del Sud (26 novembre 2009)


Secondo quanto emerso a fare scattare il provvedimento dell'autorità provinciale di pubblica sicurezza, è stata l'attività di controllo svolta dai carabinieri della locale Stazione i quali, da settimane, osservavano con discrezione i movimenti attorno all'esercizio pubblico. Controlli dai quali sarebbe emersa la frequentazione del locale da parte di numerosi pregiudicati i quali nel bar si sarebbero intrattenuti a conversare. Osservazioni che sono andate avanti per giorni finché i militari non hanno verificato la presenza di un notevole numero di pregiudicati nel locale. Da qui la proposta per la sospensione della licenza motivata con la violazione dell'art. 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che prevede il provvedimento amministrativo nei confronti di quelle attività diventate luogo di aggregazione di persone gravate da precedenti. Martedì pomeriggio il decreto di sospensione è stato così notificato al titolare del bar. Ma sia a Briatico, sia sull'intero territorio provinciale, proseguiranno i controlli dei carabinieri.
da La Gazzetta del Sud (26 novembre 2009)
Disco verde dell'Istituto zooprofilattico di Catanzaro sulla commestibilità del pesce pescato nel tratto di mare compreso tra Pizzo e Nicotera.
di Marialucia Conistabile
In particolare nei campioni , inviati per le analisi all'Istituto superiore di Brindisi, è stato riscontrato un contenuto di radionuclidi nella norma. Negativo è stato anche l'esito delle indagini mirate a verificare l'eventuale presenza di metalli pesanti (cadmio, piombo e mercurio) nei pesci pescati nel tratto di mare vibonese.
A promuovere l'indagine tossicologica sullo "stato di salute" del pescato tra Pizzo e Nicotera è stato, nei giorni scorsi, il direttore generale dell'Asp Rubens Curia al fine di dare garanzie ai consumatori a seguito delle preoccupazioni sorte sulla presunta presenza di rifiuti radioattivi inabissati nel Tirreno calabrese. Preoccupazioni direttamente legate al consumo e all'acquisto dei prodotti ittici.
E allora per tagliare la testa al toro e, al di là dell'esito dei rilievi sul fondo del mare, nel tentativo di dare certezze ai consumatori dall'Azienda sanitaria vibonese è partito lo "screening" sul pesce locale. Operazione che ha visto lavorare in sinergia non solo i vertici aziendali – il direttore generale Curia e direttore sanitario Franco Petrolo – ma anche il direttore del Dipartimento della prevenzione, Cesare Pasqua e l'Ufficio veterinario dell'area funzionale Igiene degli alimenti di origine animale, diretto dal dott. Saverio Paglianiti, che ha subito avviato una serie di prelievi di campioni di diverse specie di pescato su tutta la costa vibonese.
I campioni sono stati, dunque, portati all'attenzione dell'Istituto zooprofilattico di Catanzario, diretto dal dott. Francesco Casalinuovo che, a sua volta, si è avvalso del superiore Istituto di Brindisi per sottoporre i campioni ai dovuti esami. Tranquillizzante l'esito degli accertamenti pervenuto all'Asp che segnalano un contenuto di radionuclidi nella norma e l'assenza di metalli pesanti nel pescato oggetto di indagini.
da La Gazzetta del Sud (25 novembre 2009)


di Marialucia Conistabile
In particolare nei campioni , inviati per le analisi all'Istituto superiore di Brindisi, è stato riscontrato un contenuto di radionuclidi nella norma. Negativo è stato anche l'esito delle indagini mirate a verificare l'eventuale presenza di metalli pesanti (cadmio, piombo e mercurio) nei pesci pescati nel tratto di mare vibonese.A promuovere l'indagine tossicologica sullo "stato di salute" del pescato tra Pizzo e Nicotera è stato, nei giorni scorsi, il direttore generale dell'Asp Rubens Curia al fine di dare garanzie ai consumatori a seguito delle preoccupazioni sorte sulla presunta presenza di rifiuti radioattivi inabissati nel Tirreno calabrese. Preoccupazioni direttamente legate al consumo e all'acquisto dei prodotti ittici.
E allora per tagliare la testa al toro e, al di là dell'esito dei rilievi sul fondo del mare, nel tentativo di dare certezze ai consumatori dall'Azienda sanitaria vibonese è partito lo "screening" sul pesce locale. Operazione che ha visto lavorare in sinergia non solo i vertici aziendali – il direttore generale Curia e direttore sanitario Franco Petrolo – ma anche il direttore del Dipartimento della prevenzione, Cesare Pasqua e l'Ufficio veterinario dell'area funzionale Igiene degli alimenti di origine animale, diretto dal dott. Saverio Paglianiti, che ha subito avviato una serie di prelievi di campioni di diverse specie di pescato su tutta la costa vibonese.
I campioni sono stati, dunque, portati all'attenzione dell'Istituto zooprofilattico di Catanzario, diretto dal dott. Francesco Casalinuovo che, a sua volta, si è avvalso del superiore Istituto di Brindisi per sottoporre i campioni ai dovuti esami. Tranquillizzante l'esito degli accertamenti pervenuto all'Asp che segnalano un contenuto di radionuclidi nella norma e l'assenza di metalli pesanti nel pescato oggetto di indagini.
da La Gazzetta del Sud (25 novembre 2009)
Il magistrato convalida il sequestro probatorio eseguito dai carabinieri
di Marialucia Conistabile
Sale a tredici il numero delle persone denunciate nell'ambito dell'operazione dei carabinieri che ha portato alla luce una serie di violazioni nell'espletamento di opere pubbliche a Briatico. Violazioni che spaziano dalla sottrazione di cose sottoposte a sequestro – ma in questo caso l'asse dell'inchiesta si sposta verso il Lametino – a quelle inerenti le procedure che regolano il settore degli appalti e dei subappalti.
In particolare le due nuove denunce, che si aggiungono alle 11 già eseguite dai militari della Stazione di Vibo Valentia, riguardano l'amministratore unico e il direttore tecnico della Icad srl di Napoli, società aggiudicataria dei lavori in località Brace di Briatico, finalizzati a contrastare il fenomeno dell'erosione costiera. Nei confronti di entrambi viene ipotizzato il reato di violazione delle disposizioni inerenti le procedure per l'esecuzione dei subappalti nelle gare indette dalla pubblica amministrazione.
Da quanto emerso, infatti, sul cantiere (sottoposto a sequestro) la Icad non si sarebbe fatta mai vedere. Al suo posto operavano altre due ditte – una di Cessaniti, l'altra del Cosentino – in regime di subappalto. La cosa non avrebbe destato alcun sospetto se il tutto fosse stato comunicato, come prevede la normativa, al Comune di Briatico, ente appaltante dei lavori, che a sua volta avrebbe dovuto comunicarlo in Prefettura. Invece ciò non sarebbe avvenuto. Da quanto finora trapelato, infatti, al Comune nessuno avrebbe saputo nulla. Comunque i carabinieri hanno acquisito tutta la documentazione che viene in queste ore attentamente vagliata. Ulteriori documenti sarebbero stati prelevati nelle ultime ore. Insomma, al di là delle due nuove denunce, il filone investigativo è destinato ad arricchirsi di ulteriori elementi utili a definire il quadro completo della vicenda e quindi a ricostruire l'intera questione.
Nel frattempo il magistrato ha convalidato il sequestro probatorio effettuato, nei giorni scorsi, dai militari a conclusione di una prima fase dell'inchiesta condotta dal luogotenente Nazzareno Lopreiato e dagli uomini della Stazione di Vibo Valentia con il supporto della Compagnia, guidata dal cap. Stefano Di Paolo. Inchiesta che viene coordinata dal sostituto procuratore di Vibo Santi Cutroneo.
Venerdì scorso la prima fase dei sequestri ha riguardato sei autocarri della ditta Mazzei di Lamezia Terme, bloccati lungo la strada provinciale 522. Erano carichi di inerti destinati ai lavori in località Brace; materiale che da quanto accertato dai militari sarebbe stato prelevato nella cava di San Sidero, peraltro già sottoposta a sequestro. Oltre al sequestro degli automezzi è scattata la denuncia per gli autisti e per il titolare della ditta.
Nella stessa giornata, dopo il sopralluogo in località Brace, l'onda dei sequestri dei carabinieri si è abbattuta anche sul cantiere, su un escavatore e un altro autocarro. Complessivamente i sigilli hanno interessato sette autocarri, l'escavatore e il cantiere per un valore di oltre due milioni di euro. Inoltre, sul luogo dove erano in atto le opere, una volta accertata la violazione della normativa sui subappalti, sono scattate le altre denunce. In questo caso nei confronti dei titolari delle due imprese subentrate alla Icad srl e dei direttori dei lavori, i quali avrebbero dovuto garantire la correttezza nelle procedure di realizzazione dell'opera, assicurando il pieno rispetto delle direttive emanate dalla pubblica amministrazione.
A portare alla luce l'esempio di come un'opera pubblica non debba essere realizzata è stata l'attività avviata a seguito della lunga fila di autocarri della ditta lametina notata sulla 522 e diretta in località Brace. Scattati i controlli i carabinieri hanno accertato la violazione dei sigilli nella cava. Il resto è venuto poi inevitabilmente a galla.
da La Gazzetta del Sud (24 novembre 2009)

di Marialucia Conistabile
Sale a tredici il numero delle persone denunciate nell'ambito dell'operazione dei carabinieri che ha portato alla luce una serie di violazioni nell'espletamento di opere pubbliche a Briatico. Violazioni che spaziano dalla sottrazione di cose sottoposte a sequestro – ma in questo caso l'asse dell'inchiesta si sposta verso il Lametino – a quelle inerenti le procedure che regolano il settore degli appalti e dei subappalti.
In particolare le due nuove denunce, che si aggiungono alle 11 già eseguite dai militari della Stazione di Vibo Valentia, riguardano l'amministratore unico e il direttore tecnico della Icad srl di Napoli, società aggiudicataria dei lavori in località Brace di Briatico, finalizzati a contrastare il fenomeno dell'erosione costiera. Nei confronti di entrambi viene ipotizzato il reato di violazione delle disposizioni inerenti le procedure per l'esecuzione dei subappalti nelle gare indette dalla pubblica amministrazione.
Da quanto emerso, infatti, sul cantiere (sottoposto a sequestro) la Icad non si sarebbe fatta mai vedere. Al suo posto operavano altre due ditte – una di Cessaniti, l'altra del Cosentino – in regime di subappalto. La cosa non avrebbe destato alcun sospetto se il tutto fosse stato comunicato, come prevede la normativa, al Comune di Briatico, ente appaltante dei lavori, che a sua volta avrebbe dovuto comunicarlo in Prefettura. Invece ciò non sarebbe avvenuto. Da quanto finora trapelato, infatti, al Comune nessuno avrebbe saputo nulla. Comunque i carabinieri hanno acquisito tutta la documentazione che viene in queste ore attentamente vagliata. Ulteriori documenti sarebbero stati prelevati nelle ultime ore. Insomma, al di là delle due nuove denunce, il filone investigativo è destinato ad arricchirsi di ulteriori elementi utili a definire il quadro completo della vicenda e quindi a ricostruire l'intera questione.
Nel frattempo il magistrato ha convalidato il sequestro probatorio effettuato, nei giorni scorsi, dai militari a conclusione di una prima fase dell'inchiesta condotta dal luogotenente Nazzareno Lopreiato e dagli uomini della Stazione di Vibo Valentia con il supporto della Compagnia, guidata dal cap. Stefano Di Paolo. Inchiesta che viene coordinata dal sostituto procuratore di Vibo Santi Cutroneo.
Venerdì scorso la prima fase dei sequestri ha riguardato sei autocarri della ditta Mazzei di Lamezia Terme, bloccati lungo la strada provinciale 522. Erano carichi di inerti destinati ai lavori in località Brace; materiale che da quanto accertato dai militari sarebbe stato prelevato nella cava di San Sidero, peraltro già sottoposta a sequestro. Oltre al sequestro degli automezzi è scattata la denuncia per gli autisti e per il titolare della ditta.
Nella stessa giornata, dopo il sopralluogo in località Brace, l'onda dei sequestri dei carabinieri si è abbattuta anche sul cantiere, su un escavatore e un altro autocarro. Complessivamente i sigilli hanno interessato sette autocarri, l'escavatore e il cantiere per un valore di oltre due milioni di euro. Inoltre, sul luogo dove erano in atto le opere, una volta accertata la violazione della normativa sui subappalti, sono scattate le altre denunce. In questo caso nei confronti dei titolari delle due imprese subentrate alla Icad srl e dei direttori dei lavori, i quali avrebbero dovuto garantire la correttezza nelle procedure di realizzazione dell'opera, assicurando il pieno rispetto delle direttive emanate dalla pubblica amministrazione.
A portare alla luce l'esempio di come un'opera pubblica non debba essere realizzata è stata l'attività avviata a seguito della lunga fila di autocarri della ditta lametina notata sulla 522 e diretta in località Brace. Scattati i controlli i carabinieri hanno accertato la violazione dei sigilli nella cava. Il resto è venuto poi inevitabilmente a galla.
da La Gazzetta del Sud (24 novembre 2009)
Rosso Fajettu's Notes
Briatico. Sospesa per 15 giorni la licenza di un noto barNov 26, 2009
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Subappalti, scattano altre 2 denunceNov 24, 2009
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