I Casalesi sbarcano su Facebook

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Post #1
Antonino wroteon January 2, 2009 at 1:23pm
Io e Cecilia vi invitiamo a leggere l'articolo di Rosaria Capacchione evidenziato da Billy su Sanniopress all'indirizzo:

http://www.campaniapress.com/?p=1495

La tecnologia, come era facile pensare, ha invaso anche alcune case "particolari", dove le tastiere dei Pc servono per decidere i traffici, le vite e le strategie "politiche" di gruppi nati per delinquere.
Non è certo colpa del progresso tecnologico, ma della capacità di adeguarsi ai tempi che corrono e ai nuovi mezzi di comunicazione. Il lato positivo? Per fortuna oggi come oggi tutto può essere rintracciato.
Post #2
Mauro wroteon January 3, 2009 at 1:47am
sinceramente non ho capito il senso dell'articolo di Rosaria Capacchione. Chiedo al caro Billy di interpretarmelo meglio. Cioè non mi è chiaro se la giornalista creda che i nick che ha scoperto su facebook siano veramente dei mafiosi e cammorristi o di buontemponi.
No perchè...visto che rosaria capacchione sa tutti i nick il caso è risolto,i webmaster possono tranquillamente risalire a tutte le discussioni anche di chat se vogliono. Io ritengo che non è una novità scoprire l'utilizzo di sistemi di comunicazione di massa per motivi diversi da quelli per cui sono stati concepiti,ma sinceramente porsi e porre il dubbio in un articolo sul mattino" Se gli iscritti non sono buontemponi, ecco trovato il modo di comunicare in tutta sicurezza utilizzando una sorta di «pizzini» telematici" mi sembra una riflessione un po azzardata.In tutta sicurezza poi è bellissimo, su facebook in tutta sicurezza?
E' evidente che si tratta di buontemponi.
Ve l'immaginate riina detto "u curt" in carcere che chiede al secondino (termine volgare per definire l'agente di custodia, no perchè si offendono): "neee minchiuso ma sta minchia e connessione adsl quanno ma mitti?"

su ragazzi non scherziamo su queste cose, se c'è da riflettere seriamente il vero problema è che qualche ragazzino sciocco e poco informato decide di farsi un profilo chiamandosi come cammorristi e mafiosi e nessuno gli spiega chi erano e sono veramente i personaggi a cui si sono ispirati.
ps. è solo il mio pensiero naturalmente, perchè siccome il mio secondo nome è tettologo non vorrei che rosaria capacchione scivesse:" i maniaci sessuali ora usano facebook per palpare le tette alle iscritte..."
Post #3
Antonino wroteon January 3, 2009 at 2:34am
Mauro i tuoi quesiti sono più che reali e quantomai giustificati. Credo che Rosaria volesse mettere in evidenza soprattutto il fatto che molti utenti di Facebook da "buontemponi" appunto creino dei gruppi fondati su personaggi malavitosi, contribuendo (alla stregua delle fiction tv) ad aumentare la popolarità di questi ultimi facendoli addirittura diventare degli eroi nazionali grazie al loro ingegno, furbizia, coraggio. Non credo che nè Rosaria, nè noi in questo luogo, possiamo sapere se realmente sotto i nick "famosi" ci fossero i veri latitanti...ma credo proprio di no, la stupidità ha un limite...e in ogni caso anche se vi fosse il minimo dubbio credo che le forze dell'ordine abbiamo agito prima di noi. Che poi qualche affiliato dei Casalesi abbia scoperto Facebook per chattare o per scambiare "messaggi in codice" questo è più che probabile e lasciami passare il termine, è anche "normale"...Dalle missive si è passati ai cellulari, e da questi ad internet...è la storia della comunicazione di massa...e nessuno ne è esente (tranne per il Digital Divide...ma questa è un'altra storia)...
Post #4
Billy wroteon January 3, 2009 at 5:29am
L'avvento di Facebook ha determinato molti casi di furto dell'identità. Tra i tanti ne è stato vittima lo stesso direttore della testata per cui scrive Rosaria. Nello stesso tempo ci si può trincerare dietro uno pseudonimo e nessuno conoscerà mai la tua vera identità salvo quelli a cui l'hai comunicato e con cui puoi scambiare messaggi e, volendo, anche "pizzini".
Sono d'accordo con Mauro: su Internet tutto è controllabile. Ma, aggiungerei, non controllato salvo che gli inquirenti non abbiano dei sospetti.
Il problema vero è rappresentanto dalle tante persone che inneggiano alla malavita, ai malavitosi e agli atti malavitosi.
Si tratta di un'emergenza culturale evidenziata anche dalla vicenda dello sparo in diretta televisiva a Capodanno.

Post #5
Simone wroteon January 3, 2009 at 5:36am
Vorrei evidenziare un punto che secondo me sta un pò sfuggendo in questa discussione, così come sfugge dall'articolo della Capacchione.
Il vero problema non credo che sia stabilire se e come i mafiosi e i camorristi usino Internet ed i vari social network per comunicare. Si badi bene che ammesso anche che noi comuni utenti riuscissimo a scovare su questa rete i vari delinquenti e magari i latitanti, non per questo potremmo pensare di poter contrastare il fenomeno mafioso. Questo perchè il punto di vista da tenere presente è quello del supporto ideologico alle mafie. Supporto ideologico che è ben rappresentato non soltanto da chi attivamente osanna i boss e i delinquenti fondando o partecipando a gruppi in loro nome e a loro supporto, ma anche da chi semplicemente continua a vivere nell'indifferenza rispetto al fenomeno mafioso. Anche la semplice superficialità e la disinformazione è terreno fertile per le mistificazioni e per la diffusione ideologica delle mafie, soprattutto fra i più giovani.
Allora il punto è questo: nella misura in cui migliaia e migliaia di utenti percepiranno come un semplice gioco il fatto di sostenere, seppur virtualmente, le mafie, queste ultime ne trarranno vantaggio concreto e attuale, anche nella realtà naturalmente.
In conclusione, è questo che dobbiamo chiederci: come possiamo contrastare ideologicamente le mafie, come singoli e come gruppi, nelle scelte minute ed in quelle più importanti. Supportare la mafia talvolta è semplice e apparentemente innocuo come respirare. Facciamo in modo che in questo luogo, dove la semplicità viene teorizzata, risulti molto più semplice e naturale opporsi realmente a qualsiasi mafia, piuttosto che supportarla.


P.S.: ho letto la risposta precedente da parte di Billy soltanto dopo aver inviato la mia qui sopra. Vorrei sottolineare come dalle parole di Billy già ci si sta muovendo un pò di più nella direzione giusta, ossia sotto il punto di vista della cultura mafiosa. Perchè è lì il problema.
Post #6
Flavia wroteon January 5, 2009 at 12:20am
Penso che dietro una notizia del genere ci sia tanta buona volontà ed onestà nel voler segnalare un abuso.
Ma purtroppo, e questo lo pretendo sempre da una notizia, non c'è vera informazione.
A come si presenta è un abuso non legittimo e di cui si deve occupare la Giustizia.Solo dopo una inchiesta per sapere chi ha fatto cio' si puo' tentare un'analisi.
Siamo in democrazia, ed eventi del genere si producono e probabilmente non saranno gli ultimi : non per questo si deve perdere fiducia in un mezzo come Facebook, perchè alla fine solo questo è il rischio di simili "notizie".
L'abuso informatico va perseguito con i dovuti mezzi che sono la segnalazione agli organi competenti affinchè si sappia chi c'è a monte : questo si puo' sapere ed agire di conseguenza.
Il cambiamento culturale non puo' nascere dalla denuncia.
Dovrebbe nascere dal piacere di sapere, conoscere a fondo : solo una volta che si è provato questo piacere si crea il desiderio di una simile cultura.
In Italia non si legge o si legge male : i nostri giornali non sanno fare informazione...Un giornale si legge per avere il piacere dell'informazione, quella vera frutto di una inchiesta di un approfondimento.
Forse è per questo che ahimè trovo il miglior giornale Le Monde?

Post #7
Flavia wroteon January 5, 2009 at 10:42pm
Comunque ho aderito all'iniziativa di O noi o loro - 100.000 firme contro la mafia. Ho inviato la mia email al presidente della Commissione Antimafia, Beppe Pisanu.Non sono una cima in informatica e non riesco a fare i link, ma forse qualcuno piu' bravo di me ci riuscirà....
Post #8
Simone wroteon January 6, 2009 at 2:31am
Grazie a Flavia per la segnalazione.
Si tratta di un evento di Facebook, e questo è il link: http://www.facebook.com/event.php?eid=52151522921.
Si tratta di inviare una e-mail al Presidente della Commissione Antimafia del Senato Beppe Pisanu. L'evento avrà termine oggi alle 18, per cui cercate di partecipare al più presto! E' un ulteriore tentativo per contrastare il sostegno alle mafie attraverso Facebook.
Post #9
Antonino wroteon January 7, 2009 at 2:05am
Cmq qualcosa si muove anche dentro i "palazzi". E' di stamane un articolo di Repubblica sulla possibilie apertura di un'inchiesta circa probabili traffici malavitosi su Facebook....ecco il link all'articolo dell'ottimo collega Bolzoni:

http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/tecnologia/facebook-capodanno/indaga-pm/indaga-pm.html?rss

cheers
Post #10
Antonino wroteon January 7, 2009 at 2:18am
Una rilfessione interessante sapete qual'è?
Di sicuro il Pm che aprirà l'inchiesta è stato "influenzato", positivamente intendo, dai numerosi dubbi creati dagli utenti del mezzo di fruizione dei probabili traffici...e cioè proprio Facebook.
Questo a mia memoria, sembra essere il primo caso di apertura di inchiesta collettiva, e cioè di "spinta popolare" all'apertura di un'indagine. L'accostamento è praticamente simile a ciò che avvene a Manila nel 2001 quando migliaia di cittadini "portarono" alle dimissioni dell'allora Presidente Estrada organizzando dimostrazioni tramite SMS...