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Ci siamo, la spedizione è finita, il lavoro è fatto. Portiamo a casa circa 200 kg di campioni e un pezzo di Antartide nel cuore. Il rientro è stato posticipato di un giorno perché l’aereo americano che ci deve portare in Nuova Zelanda ha un guasto. Riparato l’aereo è arrivato il brutto tempo… un altro giorno di ritardo, la voglia di casa si fa sentire. Decidono di trasferirci comunque con il nostro piccolo aereo a 10 posti alla base american...a dove passiamo la notte e riusciamo a vedere comunque la capanna di Scott, il grande esploratore. Finalmente il sole, partiamo. Dopo due mesi di giorno continuato l’arrivo in Nuova Zelanda al tramonto è stato bellissimo per non parlare del verde dei prati. Ora il lungo rientro a casa.
Un caro saluto a tutti e grazie mille per il vostro sostegno, dall’altra parte del mondo anche un semplice “mi piace” è di grande aiuto
Un abbraccio
Chiara e Stefano

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++CACCIA ALLE METEORITI++
Eccoci di nuovo in base per un aggiornamento!
Dopo la cancellazione del campo originariamente previsto a Finger Ridges per impossibilità di atterrare a destinazione con il piccolo aereo Twin Otter, abbiamo deciso di allestire il campo nell'area di ghiaccio blu di Reckling Moraine, nel bacino del David Glacier a circa 76˚ 13' S, 158˚ 30' E a circa 240 km dalla base MZS.
Non male come scelta! in 15 giorni di attività abbiamo trovato più di 100 cento ...meteoriti per un peso complessivo di circa 5 kg di materia extraterrestre. La cosa davvero interessante è che la collezione contiene una buona varietà di esemplari da diversi tipi di corpi celesti del sistema solare. Da frammenti di asteroidi primitivi a frammenti di asteroidi più evoluti in senso geologico. E poi ..., ma andrà confermato dalle analisi geochimiche che faremo in laboratorio a Pisa, dovremmo anche avere un frammento della superficie della Luna!

Insomma, davvero un buon raccolto per chiudere la spedizione in bellezza.

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Il tempo continua ad essere brutto nuvole basse e forte vento impediscono agli elicotteri di volare. Il morale inizia ad essere basso e la fine della missione si sta avvicinando.
Abbiamo ancora alcuni obiettivi da raggiungere. Domenica pomeriggio, il collega palombaro, Maresciallo Fabrizio Lucignano ci offre un giro in gommone, siamo titubanti, fa freddo ma alla fine accettiamo. Lo spettacolo è incredibile, piccoli iceberg intorno alla base... ci offrono uno spettacolo incredibile. Gli icebergs, che dalle finestre della base, sembrano piccoli in realtà avvicinandosi sono enormi ed offrono mille colori e giochi di ghiaccio.
Un pinguino solitario ci saluta e ci guarda incuriosito, indisturbato dalla nostra presenza. Navighiamo silenziosamente tra i ghiacci, un punto di vita per noi insolito per osservare le nostre montagne, bellissimo. Un altro pezzo di Antartide che resterà nel cuore.
La mente vola a casa, ai nostri mari caldi, ma tutto questo non lo dimenticheremo.
Chiara e Stefano

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Obiettivo “Reckling Peak” circa 200 km a Sud della base. Zona interna, lontana dalla costa.

Finalmente oggi il tempo è bello partiamo con Bob, il pilota dell’elicottero, 8.20 a.m. appuntamento all’elipad. Non siamo ancora riusciti a lavorare in quella zona, siamo contenti di andare.
Arrivati in zona però vento a 30 nodi, aghetti microscopici di ghiaccio ci colpiscono in faccia, sulle mani. Appena togliamo i guanti per osservare le rocce e p...rendere misure perdiamo subito la sensibilità nelle dita. Impossibile lavorare. Raccogliamo al volo alcuni campioni, si sta in piedi a mala pena, missione fallita dobbiamo rientrare. Temperatura percepita in presenza di quello che qui chiamano “wind chilly” -38°C.
Sarà per la prossima missione. Sconsolati siamo andati a rivedere alcuni affioramenti più vicini alla costa e poi rientro in base.
Chiara e Stefano

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Passato il maltempo siamo volati a Sud ed abbiamo lavorato sul Trinity Nunatak (76° 27.115’ di latitudine).
Ci ha accompagnato una guida alpina, Jules, che ci supporta nel lavoro e che, grazie alla sua esperienza, ci indica la via giusta per raggiungere gli affioramenti evitando i mille pericoli che il ghiaccio e le montagne nascondono.
Il Nunatak si erge fiero da una bella distesa di ghiaccio blu con le sue rocce scure....
Le rocce che affiorano sono di origine magmatica, vecchie più o meno 180 milioni di anni. La caratteristica è che hanno una spettacolare fratturazione che le suddivide in una sorta di colonne verticali, che ricordano le canne di un organo. Sono la testimonianza di una intensa attività magmatica, legata anche alla presenza di vere e proprie colate basaltiche di enorme estensione, testimonianza che la crosta continentale si stava assottigliando, marcando l’inizio di una rottura della placca continentale.
Anche l’alterazione di queste rocce è molto tipica, lisciate e modellate dal vento e dal ghiaccio sono proprio belle da vedere!
Saluti a tutti
Chiara e Stefano

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Oggi siamo fermi in base, è una bellissima giornata, non soffia un alito di vento, temperatura gradevolissima, il termometro segna -2°C ma abbiamo quasi caldo.
Passeggiando intorno alla base godiamo della vista di pinguini che saltellano sul poco pack che è rimasto, foche che si godono il sole, come noi!, e finalmente si sono schiuse le uova degli skua e timidi pulcini, morbidi come batuffoli di ovatta, saltellano vicini agli adulti.
Buona g...iornata a tutti!
Chiara e Stefano

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Oggi parlano di noi su la Repubblica con un bell'articolo di Matteo Marini!

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In Antartide ci sono stati dei terremoti. Si proprio così. A ovest del Monte Murray e sulle pendici settentrionali del Monte Smith abbiamo trovato queste testimonianze. All’interno di bellissimi graniti rosso fegato abbiamo trovato delle strutture che si generano quando abbiamo dei terremoti.

Le rocce fagliandosi, cioè rompendosi e spostandosi lungo piani che possono essere anche molto estesi, sprigionano un’enorme energia che, se viene rila...sciata ad alta velocità, come nel caso appunto di terremoti, fa parzialmente fondere le porzioni di roccia in corrispondenza dei piani di frattura, con la produzione di una pasta vitrea molto scura ma ben riconoscibile.
Queste sottili linee scure, che solcano le rocce, sono le tracce di forti terremoti avvenuti nel passato.

Abbiamo preso diversi campioni e nei nostri laboratori faremo analisi più approfondite e magari, con un po’ di fortuna , riusciremo anche a determinare quando tutto questo è avvenuto.

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Dopo qualche giorno di maltempo (la neve ha imbiancato la base) la nostra attività è ripresa, finalmente. Ieri siamo ritornati a Reckling Moraine dove eravamo stati il 30 dicembre portando a casa 14 meteoriti.

L'area di ghiaccio blu di Reckling Moraine è molto grande (25 x 6 km) e quindi abbiamo deciso di ritornarci per esplorare un'altra zona. Il risultato è stato fantastico: abbiamo trovato 12 meteoriti percorrendo 15 km a piedi in sette ore, in u...na giornata splendida anche dal punto di vista meteo ... sole e poco vento (-15˚ e 20 nodi di vento). Tra le meteoriti trovate anche qualche campione interessante. Tra questi, probabilmente - e lo confermeremo con analisi di dettaglio al rientro a Pisa - un frammento della superficie dell'asteroide Vesta, target della recente missione spaziale Dawn (NASA). Oggi nevica di nuovo a MZS. Attendiamo un miglioramento meteo per proseguire col nostro programma di lavoro sul terreno.

A presto dunque, magari con ulteriori buone nuove!

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Che le placche terrestri si muovono e che si siano trovate a diverse latitudini lo abbiamo studiato sui libri di scuola fin da piccoli, ma trovare e vedere con i nostri occhi testimonianze di vita del lontano passato nel continente ghiacciato, testimoniata da frammenti di legno fossile in Antartide è pur sempre un'emozione!
Abbiamo lavorato a sud, come al solito, ad una distanza di oltre 200 km dalla base utilizzando un elicottero per gli sp...ostamenti. Grazie alla abilità del pilota siamo riusciti ad atterrare in località impervie dove abbiamo individuato affioramenti di rocce sedimentarie circondate dal ghiaccio. Abbiamo trovato arenarie (.... una volta erano sabbie) ben stratificate con granulometrie più o meno fini. Osservando queste rocce sedimentarie è come sfogliare alcune pagine del libro del tempo geologico, ed abbiamo avuto la fortuna di trovare delle bellissime strutture (in gergo: stratificazione incrociata) che ci indicano un ambiente di formazione di queste rocce in ambienti emersi di terra ferma, di tipo fluviale-continentale. Sono rocce che si sono formate circa 250 milioni di anni fa, sul vasto continente chiamato Pangea. Queste rocce al loro interno hanno conservato resti di piante, sottili impronte di foglie e tronchi di albero. Insomma anche qui c'erano grandi fiumi che scorrevano circondati da vaste foreste. L'Antartide era un continente verde e rigoglioso!

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3 gennaio 2018, Mario Zucchelli station, Antarctica

Ieri il pilota del bimotore che dovrà trasferirci a breve al campo remoto di Finger Ridge ha individuato una striscia di ghiaccio dove poter atterrare. ...
Attendiamo ora condizioni meteo stabili per lanciare il campo.

Nel frattempo ieri abbiamo fatto una breve uscita in una area di ghiaccio blu del Reeves Neve, a circa 80 km da MZS, ma sfortunatamente senza trovare nulla. In ogni caso una bella gita con temperature "estive" (-5 ˚C) e senza vento. Per l'appunto il nostro pilota di elicottero, Bob, ci ha accolto al rientro con un ironico "no wind - no meteorites!"
E per tirare su il nostro morale, ci ha fatto fare un volo radente sul ghiacciaio Reeves al rientro alla base. Spettacolare!

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1 gennaio 2018, Stazione Mario Zucchelli Antartide.

Buon anno a tutti! Non ci sono grandi novità al momento. Ieri, 31 dicembre 2017, Matteo, Maurizio e Jeromo sono rimasti in base, mentre io ho fatto un volo di ricognizione con la guida alpina Francesco Canale (SMALP - Aosta) a Finger Ridges 500 km piu’ a sud di MZS (79˚ 07’ S, 156˚ 43’E) dove dovremmo istallare il campo remoto per la ricerca di meteoriti previsto dal nostro programma. ...
Maurizio, Jerome e Matteo hanno fatto delle prime analisi delle proprieta’ fisiche delle meteoriti raccolte per una classificazione preliminare. Nella attuale collezione abbiamo dunque due campioni molto importanti. Il primo e’ una condrite carboniosa, frammento di asteroide primitivo che registra le fasi iniziali della formazione dei corpi celesti del sistema solarei avvenuta 4.5 miliardi di anni fa. Il secondo e’ una Acapulco-lodranite, un frammento di asteroide piu’ evoluto che ci racconta come, agli albori del sistema solare, in alcuni di questi corpi, ivi incluso la Terra, sia iniziata la differenziatione planetaria in nucleo, mantello e crosta. La ricognizione a Finger Ridges aveva lo scopo di indentificare un luogo idoneo all’atterraggio del nostro piccolo bimotore che dovra’ traspostare tutto il materiale necessario per un campo remoto di 7 giorni circa per cinque persone, quindi tende, cibo, radio HF, motoslitte, ecc. per un totale di circa 2,5 tonnellate. Purtroppo, non abbiamo raggiunto l’obiettivo di indivuduare un area di ghiaccio dove atterrare e stiamo programmando una nuova ricognizione per i prossimi giorni. Di certo il viaggio mi ha permesso di sorvolare un bel tratto della fascia costiera del Mare di Ross e delle Montagne Transantartiche. Ancora spettacolo!

La giornata di ieri si e’ conclusa in base con una grigliata all’aperto e un brindisi all’anno nuovo. Molto apprezzata.

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Mario Zucchelli Station, 74˚ 41’ S, 164˚ 06’E.

Ieri abbiamo trovato altre 15 meteoriti nella area di ghiaccio blu di Reckling Moraine, circa 76˚ 12’ S, 158˚ 40’ E (foto), per chi volesse seguirci su Google Earth.

...

Siamo partiti in elicottero da MZS alle 8.30. Matteo, Maurizio, Jerome e me. Abbiamo fatto sosta a Richer Hills per rifornimento (75˚ 38’ S, 159˚ 03’ E; foto), per poi raggiungere la nostra destinazione alle 10.15. Abbiamo percorso 15 km a piedi, sette ore filate. Ci siamo quindi ben scaldati, malgrado temperature di - 20 ˚C e 20 nodi di vento. Tutti molto contenti del raccolto, che ci porta ad un totale parziale di 18 meteoriti!

Rientro in base alle 18.30, letteramente di volata, per un bel vento di coda. Doccia bollente e, come di consueto al sabato a MZS, pizza.

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Dicembre 28.12.2017. 77˚ 03’ 43”S, 158˚ 15’ 06”E, campo di ghiaccio blu Mackay Glacier icefield.

La prima è piccola, ma è sempre la prima e magari carica di informazioni scientifiche importanti. In ogni caso, degna quindi di un gran numero di fotografie in questo caso con teleobiettivo, perche’ non e’ piu’ grande di una nocciola....
Si, abbiamo trovato la prima meteorite questa mattina nell’area di ghiaccio blu di Mackay Glacier, Antartide a circa 77 gradi di latitudine sud, assieme ad altre due.
Si tratta della nostra prima uscita giornaliera da quando siamo arrivati a MZS il 24 dicembre. Ora ci attende un campo remoto di circa 10 giorni in una area di ghiaccio blu a 80˚ di latitudine sud e poi altre sei escursioni giornaliere per incrementare il nostro bottino. Stay tuned

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Siamo pronti per la foto di gruppo per gli auguri di Natale, fuori una bella nevicata, poca visibilità e un po’ di delusione per il maltempo. Le cose da fare comunque non mancano. Alla base fervono i preparativi per la cena e il pranzo di Natale, l’organizzazione delle tavolate e le decorazioni . Abbiamo, a parte il classico albero di Natale, un alberello di legno dove ciascuno di noi ha appeso un piccolo oggetto che lo rappresenta. Noi ab...biamo appeso ovviamente una roccia, con un bel quarzetto a forma di cuore. E’ un’atmosfera strana, così lontani da casa, dai nostri salotti caldi e accoglienti, dalle vetrine dei negozi debordanti di fiocchi e nastri, dalle vie illuminate del centro però il Natale inizia a sentirsi anche qua, un’unica grande famiglia
La settimana lavorativa è andata comunque bene abbiamo fatto un paio di uscite e Stefano è riuscito a raggiungere, grazie all’efficienza del nostro PNRA e il supporto dell’ENEA, i colleghi Neozelandesi che stavano facendo un campo remoto in prossimità del David Glacier giusto in tempo prima che lo smontassero per le festività natalizie. Trasferito con il loro elicottero è rientrato in base alle nove di sera molto stanco, molto affamato ma molto soddisfatto!
Continua a nevicare, white out quasi completo, il silenzio antartico che ci avvolge…. Buon Natale a tutti!

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Una foto degli Icebergs scattata durante la navigazione con l'Aurora Australis dopo il 60° parallelo sud

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Siamo finalmente arrivati nella baia di fronte alla base antartica della Australian Antarctic Division Casey. Con un anticipo di un giorno. Di fatto ieri seppur zigzagando tra flotte di giganteschi iceberg e zatteroni di ghiaccio marino abbiamo trovato un buon varco verso terra e quindi navigato molto più velocemente del previsto. Ora sono le 11 del mattino ora locale. Cielo azzurro, un bel sole, mare calmo, una bava di vento. Il miglior benvenuto! A...urora Borealis (la nostra nave) all'ancora. Tutto l'equipaggio in grande attività per preparare lo sbarco degli approvvigionamenti annuali della base, dal combustibile al cibo, dal vestiario ai mezzi meccanici, ecc. Tutto ciò che servirà ad un centinaio di ricercatori che opereranno qui nel periodo estivo (fino a febbraio per intenderci) nonché per quella dozzina di uomini e donne che vi passeranno l'inverno. Un carico enorme, che dovrà' essere trasportato a riva con delle piccole chiatte, per mancanza di un ormeggio. Un gran lavoro che richiederà quattro giorni. Poi Aurora salperà' l'ancora di nuovo per rientrare ad Hobart in Tasmania, questa volta carica di personale e soprattutto di rifiuti prodotti dalla base durante l'anno trascorso dall'ultimo approvvigionamento. Questo per minimizzare l'impatto dell'uomo sull'ecosistema antartico e dunque preservarne la sua integrità. Un impegno questo di tutti i programmi polari nazionali, ivi incluso il nostro Programma Nazionale delle Ricerche in Antartide (PNRA).

Noi non saremo impegnati nelle operazioni di scarico della nave. Il programma, per quanto già variato per l'arrivo anticipato, prevede infatti che alle 17 verremo sbarcati a terra e subito dovremmo prepararci per il trasferimento in aereo per MZS non appena possibile. Dovremmo stare in stand by con bagagli pronti e abbigliamento pesante adeguato alla trasvolo della Antartide orientale. Ora la scommessa e' sul quando voleremo per MZS? Speriamo entro mercoledì 23 dicembre. In ogni caso non ci lamenteremo che sia Christmas Pudding o Panettone!

Siamo quindi in attesa di scendere da Aurora. Nel frattempo scambiamo saluti con l'equipaggio e gli expeditioneers australiani che rimarrano a bordo, nonche' qualche bella foto scattata durante la "crociera". Tra tutte le piu' belle sono quelle di ieri notte. Cielo limpido sole che scende basso sull'orizzonte e poi subito si rialza. Per un paiodi ore tutto - eccetto il poco mare libero - diventa rosa: iceberg, cielo, nuvole. Ma le foto piu' gettonate sono quelle degli sbuffi a pelo d'acqua delle balene. Giochi d'acqua d'autore.

Ci siamo. Ci chiamano per un briefing losdtico in sala "cinema". Tra poco scenderemo a terra. A presto dunque con le novità sul volo Casey-MZS.

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