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ELEZIONI FEDERALI 2015: SODDISFAZIONE E FORZA TRAINANTE A SINISTRA DEL PARTITO SOCIALISTA
Il Partito Comunista ha preso parte alla competizione elettorale feder...ale conscio delle difficoltà che essa comportava. Si sapeva infatti che la presenza di più liste a sinistra, per quanto congiunte, avrebbe comportato un’erosione di consensi alla nostra formazione, pur restando la forza trainante a sinistra del Partito Socialista.
Riteniamo che sia stato utile partecipare alle elezioni per il nostro Partito, il quale ha avuto modo di presentare temi concreti in modo innovativo, nonostante una campagna elettorale che anche i media hanno impostato in modo alquanto superficiale e personalistica, dove al posto di approfondire i dossier si sono preferiti i giochi a quiz coi candidati. Nel contempo il nostro Partito ha potuto promuovere molti volti nuovi in politica, perlopiù giovani che ora continueranno anzitutto la propria formazione politica e, in seguito, saranno sul territorio con impegno e si metteranno a disposizione candidandosi nei rispettivi comuni per il rinnovo dei consigli comunali e dei municipi in aprile.
Per la prima volta vi è poi stata la candidatura comunista al Consiglio degli Stati, che ha permesso di dare maggiore visibilità al nostro progetto politico e, nel contempo, ha offerto al popolo della sinistra la possibilità di non disperdere voti su candidati di area borghese come avveniva in passato, raggiungendo il risultato estremamente positivo di oltre il 4%. Si tratta di un risultato sorprendente, anche perché in passato chi si è candidato agli Stati senza il sostegno dei partiti governativi non era riuscito ad andare di molto oltre alla soglia del 2%, che qui è stata invece doppiata.
Il settore della cooperazione allo sviluppo svizzero ha bisogno di un riorientamento che ridefinisca l'approccio che si vuole dare alla collaborazione con i paesi in via di sviluppo. Questa "nuova cooperazione" deve basarsi su rapporti paritari in cui entrambi gli attori possano conseguire vantaggi reciproci (economici e non), soppiantando le politiche neo-coloniali oggi portate avanti dalla Direzione della cooperazione e lo sviluppo.
Un interessante primo passo verso questa rivalutazione potrebbe essere dato dal potenziamento del servizio civile all'estero, oggi purtroppo "merce rara" per pochi eletti. I criteri di ammissione sono infatti molto rigidi e precludono l'accesso a una lunga serie di ambiti d'attività molto interessanti.
Eccovi una mia riflessione in merito.




























