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Trovare rifugio nell'amore intatto.

Quando le saracinesche chiuse della tarda sera lasciano filtrare a malapena i mondi nascosti dietro i vetri, o forse solo il loro spettro, a volte resto fermo a guardare, dal mio balcone.
A volte una birra in mano, a volte vino bianco, e talora non bevo niente e provo semplicemente a respirare forte l’odore di tutta quella gente che non passa, perché di tarda sera resta solo l’ombra di tutto quello che il giorno ha visto scorrere sui marcia...

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Un caffè a pochi passi dal mare con me, con te e con tutti gli infiniti me.

Tutti sono in qualche posto, in qualche luogo, in qualche dove, e in un preciso istante del mentre. Tutti, tranne me: io sono qui, adesso, e ieri, e contemporaneamente da sempre altrove.
Un caffè a pochi passi dal mare. Un caffè che non ha senso bere, ma solo tenere in mano, per scaldare se stessi e quella parte di me che non esiste, eppure è costantemente presente.
Sono qui, e contemporaneamente in u...na baia del sud della Francia. Sono qui, e in ogni altro posto del mondo, e al tempo stesso assente da ogni luogo, da ogni mentre, compreso quello in cui mi toccherebbe stare.
Sono qui con me, con te, e con tutti gli infiniti me, e ti parlo.
Voglio un altro caffè."
"Perché? Hai ancora in tazza quello che ti ho dato."
"Si, ma è freddo, e anche la tazza si raffredda. E io voglio tenere tra le mani il calore e l'odore del caffè più del caffè stesso."
"Hai freddo?"
"No. Ma provo a trattenere il calore tra le mani."
Il vento è forte, ma non sposta niente al di là di quel che ho dentro. Mi sorpassano pensieri che non sono miei, pensieri di altra gente in questo tempo, distante da me, eppure come me presente ovunque e mai in nessun luogo.
Altra gente ferma al vento, con un caffè in mano.
"Ti porto allora un altro caffè?"
"No."
"Perché? Hai cambiato idea?"
"Si. Mi sono appena reso conto che ho il dovere di scaldare questa tazza e questo caffè. Lui non può chiedere che gli vengano portate un altro paio di mani in cui stare."

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February 28

Oggi il colore è quello del mare, e dubito che qualche mortale possa distinguere due tonalità della stessa miseria scrisciante.

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February 25

Non guardo più niente: penso solo a sopravvivere, mentre vorrei tu mi dicessi qualunque cosa indipendente da me.

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Volevamo essere tutto tranne noi.

Volevamo essere Alberto Tomba, ma non c’era la neve.
Volevamo essere Platini, ma poi arrivò Maradona.
Volevamo essere Maradona, ma dove cazzo di presentavamo, che quello era un alieno?...
Volevamo essere Baggio, ma quando divenne buddista, la mamma ci disse che era cattivo.
Volevamo essere buddisti, e ora lo siamo. Qualcuno sta meglio, qualcuno no.
Volevamo essere gli U2, poi hanno inventato gli MP3 e le boy-band.
Volevamo essere Valentino Rossi, ma eravamo troppo grandi.
Volevamo essere Max Biaggi, perché aveva iniziato da grande... ma dove cazzo andavamo, che c’era Valentino Rossi che vinceva le corse anche con l’Ape Piaggio?
Volevamo essere Raul Bova, ma era troppo perfetto... decidemmo di aspettare un figo meno figo.
Volevamo essere Riccardo Scamarcio, ma non potevamo credere ai nostri occhi... eravamo già fighi e non lo sapevamo.
Volevamo essere gli 883, ma gli 883 si separarono, e nessuno voleva rimpiazzare “quello che ballava soltanto”.
Volevamo essere dei puttanieri, ma le puttane costavano troppo.
Volevamo essere dei discotecari, ma la discoteche passarono di moda.
Volevamo essere fidanzati con brave ragazze, ma erano quelle che si tiravano di cocaina in discoteca qualche anno prima appena.
Volevamo la ragazza vergine, ma l’unica soluzione per averla era ricucirle la fica.
Volevamo essere fighi, ed iniziammo a depilarci fino a non avere più nemmeno i peli del culo.
Volevamo un lavoro sicuro, poi i nostri genitori andarono in pensione, e noi iniziammo a lavorare per pagare la loro pensione.
Volevamo una casa, poi entrammo nell’Euro e non potemmo più averla.
Volevamo studiare, e ci obbligarono a studiare a scuola sui libri pagati dai nostri genitori e scritti dagli storici di sinistra.
Volevamo un titolo di studio, ed andammo all’Università, dove scoprimmo che o ci conformavamo, o sarebbe stata guerra per sempre.
Volevamo essere ogni cosa, fuorché noi stessi.
Volevamo essere ogni cosa, fuorché noi stessi.
Volevamo essere ogni cosa, fuorché noi stessi.
...e adesso che siamo noi, è una novità persino godersi la prima pisciata del mattino.

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Il fiume scorre sempre.

Fu così che s’accorse di non aver più alcuna voglia di andar piano. In realtà, neanche alcuna voglia di correre. Voleva solo che tutto fosse denso, pieno, continuo e forte. Voleva solo che non si fermasse più alcuna zingara a predirgli il futuro, perché il futuro voleva costruirselo da sé. Lo scorrere del fiume non era diverso dallo scorrere di sempre, quel giorno. La sua casa e i suoi campi di pomodoro erano distanti dall’acqua fresca nella quale al m...

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I giorni dell’impasto: tette non troppe, ma il culo era interessante.

La doveva tenere sempre carica. Sempre.
Gli avevano detto mille volte che avrebbe fatto bene a tenere con sé un revolver, ma lui preferiva la vecchia P08, variante cecoslovacca da 7,62x25 mm. Era costretto a farsi le munizioni da solo, in casa, perché era un calibro desueto. Si era costruito lo stampo per il piombo, e il suo tesoro erano quel migliaio di bossoli, puliti e controllati alla perfezione. Ogni s...

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Le soluzioni tradizionali, sono sempre le migliori.
Sempre.
Poi possiamo dire cazzate, farci seghe a vicenda, dire che siamo buoni e santi, ma sono puttanate.
Puttanate.
Puttanate....
Puttanate.
Noi siamo cattivi, fino al midollo, almeno finché una bestia più feroce di noi, non ci lecca le ferite.
Pertanto, oggi mi va di scrivere un racconto.
E lo faccio a modo mio.
Perché a me, del modo altrui, me ne fotte un cazzo.

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February 13

Mentre il Sole muore naufragando nel rosso, io non ti conosco mentre mi parli di noi.
Come un gioco fra bambini cresciuti in un istante.
C’è una casa sulla spiaggia dentro la mia mente, e la porta è aperta, e il vento entra muovendo le sue tende.
In un attimo realizzo il tempo di noi che non è stato mai.
Ho già vissuto quello che non vissi mai.

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La ferita da cui la speranza è uscita.

"Tu lo sai cosa sia la felicità?", e io, superbo e un po’ scocciato, rispondo.
"Certo. La felicità è l'assenza di infelicità.", e a questa risposta mi godo il suo sguardo turbato, indagatore ed al contempo allarmato, che dopo poco sfocia in domanda.
"Ma allora come si ottiene la felicità?"...
"Basta annullare tutte le causa di infelicità. Se non sei infelice, sei felice.", e sorrido mentendo, così che al sorriso non si possa rispondere male.
"Cosa ci rende infelici allora? Quali sono le cause di infelicità?"
"Il possesso, i desideri, l'essere schiavi di paure e di poteri. Se non hai né paura, né potere, e se non possiedi, allora non puoi essere infelice."
"Perché?"
"Perché così facendo non rischi di non ottenere. Non rischi di perdere, non devi trattenere, non devi scegliere: ti limiti a godere di quel che trovi lungo la tua via.", e questa volta ho fatto goal: è la risposta perfetta, quella definitiva.
Poi, ad un tratto, mi giunge una considerazione.
"Quindi, se non possiedi nulla, se non hai nulla, sei felice.", e io annuisco e sorrido, sempre perché con il sorriso io possa evitare tutto il male. Poi, mi volto verso il resto del mondo, con la mente mollo tutto, e mi racconto che in quell'istante dovrei essere felice.
"Tu sei felice, adesso?", mi chiede.
"No. Ho appena perso la speranza, e quella non la possedevo: era parte integrante di me. Quando perdi qualcosa che è parte di te, non puoi essere felice."

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February 6

Un tempo per richiamare l'attenzione, si poteva anche fare del male.
Oggi no.
Un tempo, per amare, si poteva cercare altrove, per poi riversare quell’illusione di bene.
Oggi no.
Un tempo si nascondeva il dolore, si proseguiva l’amore, credendo che sporcando la pelle, sarebbe rimasto immune il cuore....
Oggi no.
Oggi vivo del mio amore, e non mi allontano dalla mia via.
Avere certezze, è bello.

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February 5

Per amare devi avere i coglioni grandi.
Per amare bisogna essere forti.
Per amare bisogna sapersi fidare, ma non degli altri: per amare bisogna avere fiducia in se stessi.
L’amore è perdono, e al contempo spietatezza. L’amore è la capacità di sapere stare con la persona che da sempre sogni. L’amore è la capacità di sapersi rivolgere al proprio inconscio, e ascoltarlo.
L’amore è oltre la nostra necessità di vita, ma è bello amare....
L’amore è un sentimento che vale per tutti.
Per amare tutti, bisogna amare indistintamente ogni cosa, bella o brutta.
Per amare qualcuno, bisogna prima amare il mondo intero.
Per amare serve il coraggio di sfidare le difficoltà.
Per amare serve poco: serve solo il cuore sincero.

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La Kawasaki, le puttane e l’acqua fresca.

Tutto era semplice, come sempre, quando lo si metteva su un tavolo, lo si guardava con un po’ di calma, e lo si comprendeva. Questo pensiero mi conquistò una domenica d’agosto, mentre smontavo un rubinetto a depressione della mia Kawasaki, chiedendomi perché facesse filtrare benzina nel cuore della mia moto, in maniera anomala. La mia moto aveva problemi cardiaci, ed io non riuscivo ad afferrarne il perché. Ed anche i meccanici si era...

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February 3

Devi appoggiare gli occhi al proiettile, devi affidare gli occhi al proiettile, e con il tuo cuore devi fare detonare l’anima, e poi devi espellere il dolore come fosse un bossolo bollente.
Devi far collimare l’odio e l’amore, sull’obiettivo della tua bellezza. Perché se ti ucciderò adesso, sarai bella per sempre.
Quando premo il grilletto, non lo faccio per ucciderti, ma per esserti accanto, in questo istante stesso. Dentro.

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Io e la calamita che non voleva diventare pazza.

La incontro. Non mi vede, peccato. Mi piace sempre quando incrociamo gli occhi.
Però c'è una mia molecola che sfugge al mi controllo, la insegue mentre cammina senza voltarsi e si aggrappa a lei. Lei è calamita, è impossibile resisterle.
Da sempre, non sono mai riuscito a trattenermi, guardandola....
Tra noi c'è uno scambio di energia a livello di elettroni, e per chi non lo comprende, resta solo fantascienza. Per noi no: per noi è coscienza.
E qui poi parliamo in un flusso di dati subcoscienti.
"Cosa fai?", dice lei, con la voce dei suo atomi.
"Cammino. Non mi aspettavo di vederti.", risponde la mia molecola fuggitiva.
"Io non ti ho visto."
"Lo so. Tu non vedi perché non sai mai cosa cercare."
"Tu lo sai?"
"Si."
"E cosa cerchi?"
"Te."
"Tu sei pazzo, lo sai?"
"Ovvio. Tu ancora non lo sei?"
"No, non sono pazza."
"Quando ti decidi a diventarlo?"
"Non so se voglio impazzire. Come si vive quando si è pazzi?"
"Si vive bene. Si vive. Vita pura. Vita e basta."
“Uffa... ho paura.”
"Non dovresti avere paura di essere sincera."
"Tu lo dici perché ormai hai saltato."
"Salta anche tu."
"Non so se riuscirò a farlo... non voglio farlo...", e i suoi atomi si stringono mentre lei ancora cammina per la strada. Poi si ferma in una vetrina, e l'ombra di me è così nettamente mescolata alla sua che per un attimo sussulta. Non più i suoi atomi, ma la sua voce parla, nella solitudine del suo riflesso in una vetrina, e pone una domanda al nulla che la circonda.
"Che stai facendo adesso, mentre non sei qui?", e inattesa, giunge una risposta, senza fonte di suono.
"Niente di speciale... ti sto pensando."

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January 31

Certi giorni non si è in guerra contro il mondo, ma con il mondo. Contro chi lo vive e lo consuma.
Non c’è niente di più bello della terra sotto i miei piedi, del cielo su di me, e di ogni cosa intorno.
Dichiaro guerra a chi non ama tutto questo, adesso.

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