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CHI È MARIO M? DI COSA PARLA?
Qui di seguito puoi trovare un estratto della sua biografia.

Nell’anno 2011 (all’età di 22 anni), Mario si avvicinò alla lettura di testi moderni ed antichi sulla spiritualità, testi che lo accompagnarono lungo un percorso di ricerca durato cinque anni.
Questo cammino ebbe inizio con la scoperta del pensiero di Jiddu Krishnamurti (filosofo apolide), Osho Rajneesh (mistico e maestro spirituale indiano), e proseguì con testi più antichi come il B...aghavad Gita, gli insegnamenti di Gesù (al di là delle credenze religiose) e l’opera in cui vengono raccolti i testi attribuiti al mistico e poeta indiano Kabir.

Tuttavia i viaggi tra Oriente ed Occidente, la consultazione di libri, gli incontri con i maestri spirituali, le tecniche di meditazione e la combinazione di conoscenze tratte da tradizioni spirituali come il Buddismo e il Misticismo, non risultarono utili fino a quando nell’anno 2012 - cioè lo stesso anno in cui Mario uscì una volta per tutte dai disturbi alimentari che lo accompagnavano da 8 lunghi anni - iniziò l’autoindagine.

Partendo dalla stessa domanda che lo portò ad iniziare questo percorso, cioè “Chi sono Io?”, Mario proseguì nell’osservazione interiore dei suoi pensieri, realizzando che l’Essere (come "tutto ciò che è"), si trovava al di là dell’immagine che la mente ha creato: l’Ego.

Oltre qualsiasi insegnamento, Mario riconobbe una verità che da sempre accompagna ed unisce ogni essere umano e di cui maestri spirituali, filosofi, scrittori ed artisti (ciascuno a suo modo) parlano da secoli: l’amore e quindi la libertà di essere e lasciar essere, unito alla pace interiore e perciò al ritrovamento della tanto ricercata felicità, sono custoditi dentro ciascuno di noi al di là del pensiero. Una verità accessibile attraverso l’osservazione dei limiti della nostra mente e quindi nel riconoscimento dell’unica realtà possibile: il momento presente.

Ad oggi, senza vestire i panni di insegnante, guida o maestro spirituale, ma semplicemente come naturale rappresentante del genere umano, Mario ha deciso di esplorare questa realtà con tutti coloro che sono alla ricerca della "felicità"; naturalmente guidati dal bisogno di tornare ad essere.

Alla base della sua filosofia vi è la realizzazione che la vera natura dell’essere umano è quella di disporre di un’innata saggezza interiore, indipendente dal bisogno di cercare sicurezza attraverso i pensieri.

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RAZZISMO, IMMIGRAZIONE, DIFFERENZE.

Questo video è tratto da una conversazione con Mario M. sulle discriminazioni. A seguire è possibile consultare la trascrizione completa.

Carlotta si domanda: «Sono stata ad un evento del Dalai Lama a Firenze e mi ha colpito quando ha detto "Siamo tutti uguali, siamo tutti umani". Si sente spesso parlare del fatto che “siamo un tutt’uno con tutto ciò che ci circonda, con tutti gli altri esseri umani. Ma cosa significa che non ci sono differ...

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Posted by Mario M.
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La libertà di essere
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Sull'ego
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Amare se stessi
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ASCOLTA IL TUO CUORE

Anita scrive: «Si dice spesso “ascolta il tuo cuore”, ma io riesco ad ascoltare solo la mia testa. Come diavolo si fa ad ascoltare il cuore? Mi sembra solo un’idea romantica che non ha alcun senso.»

Cara Anita, il semplice fatto di pensare che sia utile cercare una risposta per vivere in un modo diverso da ciò che ci viene naturale fare è di per sé il problema. Hai mai provato a vivere indipendentemente dall’apparente bisogno di cercare risposte? Perché p...otresti accorgerti che le risposte ce le hai già.

Fin dall’antichità, grandi saggi da ogni angolo del mondo ci hanno suggerito “come fare per vivere” e tutta questa tramandata “saggezza” non sembra ancora bastarci per “vivere sereni”. Dunque, hai mai provato a riconoscere se il problema fosse proprio nella domanda?

Hai mai provato a vedere che certe domande nascono dalle nostre risposte? Hai mai provato a vedere che puoi vivere serenamente senza avere una risposta? Di conseguenza, se non ci fosse niente da cercare al di fuori di questa apparente necessità di cercare delle risposte, cosa accadrebbe? Probabilmente non accadrebbe nulla, ma semplicemente esisteresti per quello che sei.

Se riuscissimo a vivere seguendo il cuore, vedremmo che non si tratta di un’idea romantica. Se potessimo usare le parole per definire cosa significa “vivere seguendo il cuore”, potremmo dire che significa continuare a convivere con i nostri pensieri, ma senza CREDERE in ciò che pensiamo. Infatti, Il cuore non ha bisogno dei pensieri per continuare a battere.

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OLTRE I LIMITI DELLA MENTE

Barbara si domanda: «Leggo spesso autori tipo Osho e grazie a determinate riflessioni ho capito che gran parte della mia sofferenza è causata da alcuni limiti imposti dalla mia mente. Sto provando ad andare oltre questi limiti, facendo meditazione guidata e cercando di osservare i miei pensieri, così da cercare di non soffrire più a causa di "problemi immaginari", ma nulla sembra funzionare e continuo a cercare il modo di superare questi limiti auto...imposti senza alcun successo.»

Cara Barbara, per quanto riguarda la meditazione, vorrei farti notare che meditare cercando di seguire qualche tecnica di meditazione è come camminare cercando di essere consapevole di ogni singolo passo: rischi di uscirne pazzo.

La vita è semplice, siamo noi che siamo stati abituati a complicarla oltre il “mangiamo, dormiamo e respiriamo”.

In questa società, con la nostra “cultura”, abbiamo messo davanti a noi un sacco di idee e adesso siamo più interessati a queste idee che al semplice fatto di riconoscerci per quello che siamo. In pratica siamo riusciti a non vedere più che esistiamo ancora prima dei nostri pensieri.

La mente è limitata, e allora? La sofferenza non giace nel riconoscere il limite ma bensì nell’IDEA che si possa fare qualcosa per superare questo limite. Difatti, non c’è niente di utile nel pensare di poter trovare il modo di superare dei limiti naturali che non possono essere superati.

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FARE PACE CON SE STESSI

Mara scrive «è possibile fare pace con se stessi per ritrovarsi e dunque vivere felici?»

Cara Mara, Il bisogno di sentirsi in pace con se stessi si allinea al contraddittorio volere dell’essere umano che decide di fare la guerra in nome della pace.

...

Fin tanto che cercheremo un modo per essere in pace con noi stessi, non lo saremo mai.

La semplice intenzione di fare pace con se stessi (o qualunque altra cosa si intenda con il cercare di ritrovarsi per sentirsi in pace con se stessi), implica un pensiero.

Di per sé un pensiero è un conflitto: un conflitto che ci divide dal vedere le cose per quello che sono, guidati dalla speranza di vederle per quello che vorremmo che siano (e perciò vederle per quello che NON sono), alla ricerca di qualche forma di sicurezza.

Senza l'intenzione di fare pace con noi stessi, non avremmo bisogno di cercare di sentirci diversamente da come ci sentiamo, perché saremmo già in pace.

Dunque "essere in pace con se stessi", potrebbe significare ancora più semplicemente che non c’è niente da cercare, perché non c’è niente da trovare.

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VIVERE: CHE SFORZO!

Paolo si domanda: «Ci sono giorni in cui riesco a godermi la bellezza della vita. Altri invece mi sembra tutto brutto e non faccio altro che pensare che la vita non mi piace. Vorrei tanto capire come mai succede questo, quantomeno per smetterci di pensare.»

Caro Paolo, la vita non è bella, la vita non è brutta, la vita è solo vita.

...

Sai, c’è una cosa buffa che noi esseri umani facciamo spesso: pensiamo di essere venuti al mondo con qualche vantaggio sulle altre specie animali, senza accorgerci che quello che chiamiamo vantaggio è solo un “pensiero” in cui ci piace credere (che altro non è che lo stesso pensiero che si formula in quella che ci piace chiamare “coscienza”). E se non ce ne fossimo ancora accorti, sono proprio questi pensieri in cui decidiamo di CREDERE, a farci vivere nel dolore e nei conflitti con noi stessi e di conseguenza con gli altri. Dunque se ”credere nei nostri pensieri” è il nobile vantaggio sopra le altre specie di questo mondo, sarebbe interessante domandarsi se invece fosse lo svantaggio

Il fatto è che non ci sono vantaggi o svantaggi da cercare o definire, questo è solo un altro pensiero in cui cerchiamo una qualche forma di sicurezza.

Pensare sembra utile a tante cose, ma quando si applica ai problemi psicologici è utile solo a complicare tutto. Perciò, più che preoccuparti di cosa fare dei tuoi pensieri o peggio ancora di come non pensare affatto, prova a riconoscere che qualunque cosa cerchi di comprendere attraverso le parole richiede un sacco di sforzo: e poi ti sarà facile vedere che non servono sforzi per capire che non c’è niente da capire.

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SESSO E PERVERSIONE

Fabio scrive: «Penso al sesso tutti i giorni, più volte al giorno, non troppo… ma ci penso tutti i giorni. Voglio dire che non penso di pensarci troppo, ma ci penso… pensi che sia normale o sono un po’ perverso?»

Caro Fabio, lo sai che la scienza 'ama' cercare di rispondere a queste domande, vero?

...

Per esempio, una ricerca americana — ormai un po’ datata — sosteneva che per i maschi pensare al sesso per circa 19 volte al giorno è una media frequente (dunque sottintesa come ‘normale’). Sosteneva anche che fosse una media di solo 10 volte al giorno per le femmine…

Un’altra ricerca più recente pubblicata dalla rivista ‘Nature’ sostiene che tutti gli animali che si riproducono per “via sessuata” — include persino i pesci che qualcuno di noi ama mangiare con gusto — sono soliti pensare al sesso con tanto di neuroni dedicati specificamente a questo: in pratica, soprattutto nel sesso maschile, sembra che ci sia una naturale predisposizione a considerare il sesso una priorità — per un chiaro bisogno biologico della riproduzione.

Dicono anche però che è “tutto normale” fin tanto che non si “esagera” — non so cosa intendano con “esagerare”, forse vogliono solo suggerire di distinguere i pensieri condizionati dalla nostra società, da quelli apparentemente spontanei e naturali (a patto che una cosa del genere sia possibile…), che poi sarebbe come riferirsi al “problema” che sembriamo in grado di trasformare un bisogno biologico in un bisogno di procurarci piacere

OLTRE IL PENSIERO COMUNE

Ricerche a parte, che a volte lasciano il tempo che trovano, vorrei invitarti a riconoscere un fatto che ci accomuna — indipendentemente da chi pensa al sesso continuamente (letteralmente), poiché finiremmo per parlare di condizionamenti culturali in una società che spende troppe energie per cercare di capire ciò che non richiede di essere capito.

La domanda è piuttosto semplice: ti sei mai chiesto da dove veniamo? Non siamo forse tutti frutto di un rapporto sessuale? Perciò, se esistiamo grazie ad un rapporto sessuale, come potremmo non essere interessati alla nostra stessa esistenza?

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AMORE PER GLI ANIMALI

Sara si pone una domanda interessante:
«Non capisco questo buonismo vegetariano, perché mai dovremmo amare gli animali come se fossero nostri simili?».

...

Cara Sara, non c’è alcuna differenza tra noi e gli animali.
Noi siamo animali!

Prima di tutto, condividiamo una qualità fondamentale
che ci accomuna agli animali: il respiro.
Lo stesso respiro che crediamo di condividere
con coscienza maggiore e quantomeno
teoricamente più responsabile.
Ma non solo, entrambi non riusciamo a bastarci,
nella nostra continua ricerca esistenziale
fuori da noi stessi: per amare, nutrirci e riprodurci.

Eppure rendersene conto è semplice:
è sufficiente iniziare da se stessi
osservando ciò che succede nella nostra mente
senza gli occhi della condizionata immaginazione,
e dunque lasciando per strada i fragili bagagli culturali
a cui siamo stati educati ad affezionarci.

Poiché solo così possiamo iniziare ad osservare
ciò che ci circonda per quello che è veramente.

Se anche tu vuoi provarci,
ti invito a riconoscere la tua innata
qualità di silenzioso osservatore,
in cui chiudendo gli occhi
e rivolgendo l’attenzione sul tuo respiro,
puoi osservare l’arrivo dei tuoi pensieri
con la stessa pace con cui una perla di rugiada
riposa sulla punta di una foglia.

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EDUCAZIONE E ATTACCHI D’ANSIA

Daniela si pone una bella domanda:
«tutte le persone intorno a me sembrano soffrire di ‘attacchi d’ansia’, adesso ci si è messo anche mio nipote di 17 anni… perché?!»

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Cara Daniela, mi prendo la libertà di immaginare
che sia andata a scuola anche tu.

Dunque ti sarai sicuramente accorta che
a scuola, ancora oggi,
tra le tante materie utili,
se ne insegna una meno utile;
a scuola si insegna ai bambini
ad avere paura: dalla paura dell’insegnante
alla paura delle votazioni,
passando per la paura di sembrare
di valere meno dei compagni e così via.

Ovviamente, questo meccanismo
si riproduce nella nostra società sotto varie forme,
prima, durante e dopo la scuola.

Perciò non dovremmo meravigliarci più di tanto
se noi “adulti” o chi sta per diventarlo,
diventiamo così "esperti" in attacchi d’ansia,
non trovi?

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Lo sapevi che: quando diciamo “ciao” a qualcuno, stiamo dicendo a voce alta “sono uno schiavo”?

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SULL'ESSERE

Siamo stati educati a vivere
come se stessimo giocando
in un grande campionato mondiale di nascondino.

...

Veniamo al mondo
e ci insegnano a nasconderci
dietro il corpo che non abbiamo scelto,
dietro le parole che pronunciamo,
dietro vestiti che indossiamo,
a nasconderci dietro le cose che possediamo e via dicendo.
Dando così luogo ad una gara contro la realtà,
in cui l’unico premio in palio
è l’accumulo di paura psicologica
buona solo per dividerci gli uni dagli altri.

Eppure, anche se ci hanno invitato a credere il contrario,
non siamo su questa terra per nasconderci,
siamo qui per vivere.

Siamo qui per esistere
nella nostra assoluta perfezione
che non conosce confronto possibile.
Siamo qui per vivere liberi di essere per quello che siamo
senza alcuna necessità di nasconderci per compiacere
il fragile pensiero dell’essere umano.

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Posted by Mario M.
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Concentrarti su ciò che non vuoi o non puoi fare è utile soltanto a non seguire ciò che senti veramente.
— Mario M.

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Non c’è niente di mistico nel “qui e ora”. Il momento presente consiste nel vedere ciò che sta accadendo dentro di te, adesso.
— Mario M.

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Posted by Mario M.
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Accettare te stesso per quello che sei significa abbandonare tutto quello che ti hanno insegnato. Perché fin dal tuo arrivo ti hanno solo detto 'come dovresti essere'.
― MARIO M.

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Uno sguardo dentro se stessi.

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Amare significa gioire e contribuire alla libertà di esistere di qualsiasi altro essere vivente.
— Mario M.

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Se una mattina ci alzassimo riconoscendo che: Vivere nel dovere di rispettare ‘Principi Fondamentali’ stabiliti da un Governo, solo perché nati in un illusorio confine geografico di questo mondo, è come firmare un contratto senza averlo letto; che cosa accadrebbe?
— Mario M.