La morte ha il colore rosso, quello dei vestini e delle magliette che indossano i bambini morti in mare e che il mare spesso riversa sulle spiagge libiche per essere seppelliti chissà dove e che non avranno mai un nome e cognome così come le loro madri annegate mentre stringevano sul loro petto i loro bambini vestiti di rosso, un colore che avrebbe dovuto rendere più visibili i loro figli nel caso finissero in acqua. Ed era rossa anche la maglietta che indossava il piccolo, A…lan, recuperato morto poco dopo che il gommone sul quale viaggiava affondò nel settembre nel 2015. La sua foto fece il giro del mondo perché provocò indignazione a livello internazionale. L’ allora presidente francese Francois Hollande dichiarò quelle immagini “erano un promemoria della responsabilità del mondo nei confronti dei rifugiati”. Sulla stessa lunghezza d’onda altri premier europei. Ed 100 morti di ieri tra cui i tre bambini vestiti di rosso, davanti alla costa libica, non “indigna” nessuno? Facciamo qualcosa per fermare queste stragi volute da chi vuole bloccare i soccorsi. Indigniamoci ragazzi, quei bambini, quelle donne, quegli uomini, sono come i nostri figli, le nostre madri ed i nostri padri.
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