Pontificio Santuario di Pompei

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Si celebra oggi la festa di San Filippo Smaldone, apostolo dei sordomuti, che s'ammalò di colera durante la terribile epidemia che colpì Napoli nel 1884. Il sacerdote non si tirò indietro quando si trovò a soccorrere gli ammalati tanto che il 13 settembre di quell'anno fu aggredito da una febbre colerica che lo ridusse in fin di vita.
Il 16 dello stesso settembre un giornale di Napoli, “La Discussione”, al numero 257 ne riportò l’elogio funebre in terza pagina, con queste precise parole: “Un’altra vittima ha immolato il feral morbo, e questa mattina è il Reverendo sacerdote don Filippo Smaldone, che nella parrocchia di Loreto ha esercitato il suo sacerdotale ministero con abnegazione degna del ministro del Signore, assistendo in tutte le ore i colerosi della sezione Mercato. Volontario martire del dovere, prega ora presso il trono del misericordioso Iddio, per la cessazione del flagello che travaglia Napoli”. Insomma, ne avevano annunciato la morte. Una fake news, diremmo oggi.
Il Beato Bartolo raccontò infatti sulle pagine de "Il Rosario e la Nuova Pompei": «Un bel giorno di ottobre vediamo presentarsi a noi il Signor Pasquale Smaldone fratello del compianto Sacerdote; ilare e festivo darci questo annunzio: “Mio fratello Filippo verrà di persona a celebrar la Messa di ringraziamento alla Vergine di Pompei”. “Come? Non è morto vostro fratello? E tutti i giornali e noi gli abbiamo applicati i suffragi!”. “No: è vivo ancora, e vive per la Vergine del Rosario di Pompei!”.
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Si celebra oggi la festa di San Filippo Smaldone, apostolo dei sordomuti, che s'ammalò di colera durante la terribile epidemia che colpì Napoli nel 1884. Il sacerdote non si tirò indietro quando si trovò a soccorrere gli ammalati tanto che il 13 settembre di quell'anno fu aggredito da una febbre colerica che lo ridusse in fin di vita. Il 16 dello stesso settembre un giornale di Napoli, “La Discussione”, al numero 257 ne riportò l’elogio funebre in terza pagina, con queste precise parole: “Un’altra vittima ha immolato il feral morbo, e questa mattina è il Reverendo sacerdote don Filippo Smaldone, che nella parrocchia di Loreto ha esercitato il suo sacerdotale ministero con abnegazione degna del ministro del Signore, assistendo in tutte le ore i colerosi della sezione Mercato. Volontario martire del dovere, prega ora presso il trono del misericordioso Iddio, per la cessazione del flagello che travaglia Napoli”. Insomma, ne avevano annunciato la morte. Una fake news, diremmo oggi. Il Beato Bartolo raccontò infatti sulle pagine de "Il Rosario e la Nuova Pompei": «Un bel giorno di ottobre vediamo presentarsi a noi il Signor Pasquale Smaldone fratello del compianto Sacerdote; ilare e festivo darci questo annunzio: “Mio fratello Filippo verrà di persona a celebrar la Messa di ringraziamento alla Vergine di Pompei”. “Come? Non è morto vostro fratello? E tutti i giornali e noi gli abbiamo applicati i suffragi!”. “No: è vivo ancora, e vive per la Vergine del Rosario di Pompei!”.
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