Anita Fallani
about 8 years ago

01.35 del 13 Agosto 2017
Un sabato sera qualsiasi di un agosto tiepido. Una serata con un'amica, un gin tonic, quattro chiacchere. Mi avvio a casa, stanca, con i piedi doloranti e la voglia di dormire. Arrivo alla fermata della tramvia. Mi vedi e pensi che sia il caso di iniziare a importunarmi. Io non ti ho mai visto, non ho idea di chi tu sia, ma non ti frena: ''Buonasera signorina, come stai?'', ''Come ti chiami? Perché non rispondi?''. Opto per l'ignoranza con la speranza... che la finisca presto. Salgo sul tram, infilo le cuffie, non accendo la musica perché ho il telefono scarico, è solo un diversivo che mi aiuta a pensare che magari la smette prima. Niente da fare. Continua imperterrito. Finalmente la fermata, scendo io e scende lui. Mi viene da piangere, mi sento sola e non so che fare. Con il 10% di carica che mi rimane fingo di chiamare qualcuno che assomiglia a un mio ipotetico fidanzato. Neanche questo gli basta, ''Dove vai? Esci con me?''. Mi segue. Inizio ad avere seriamente paura. Scelgo la strada più lunga che passa da un parco giochi, riesco a dileguarmi. Accelero ancora il passo, finalmente il portone, infilo le chiavi nella toppa. Sono a casa, e sono salva. Adesso piango davvero ma cerco di non far rumore per non svegliare nessuno. Mi infilo nel letto come sempre, ho il volto rigato e le vertigini di un pericolo scampato. Dura poco la mia fragilità, diventa subito profonda rabbia e vi penso tutte, madri, sorelle, amiche, vi sento vicine nel destino come non mai. Mi chiedo perché non ho la stessa libertà di un mio coetaneo maschio di tornare a casa all'ora che mi pare senza avere il timore di non arrivarci. Mi bruciano le mani all'idea che la mia è una storia come tante, che non c'è niente di straordinario, non è un'eccezione, ma una delle tante cose che compongono la nostra vita, in via del tutto normale, come prendere una multa, o dover buttare l'immondizia. Ed il problema è proprio questo, che è diventata la normalità perchè scommetto sulla mia pelle che ci siete passate tutte. Mi chiedo quante volte ancora dovremmo sentirci ''fortunate'' per non essere state violentate. Come se infondo questa, non possa già essere definita tale.

Post Scriptum
Ricordo che secondo i dati ISTAT del 2015 in Italia sono 6 milioni e 788 mila le donne che hanno subìto violenza nel corso della propria vita ( fisica o sessuale, senza includere quelle psicologiche). Le vittime di terrorismo da quando esiste il fenomeno dell' ISIS sono 322. Allora, le vittime sono vittime e io non sono qui a fare confronti, ma forse è il caso di pensare che esistono violenze silenziose come questa ancora più radicate e pericolose che producono molti più danni di quei fenomeni che riempiono i giornali ogni giorno, su cui la politica si divide, tralasciando le battaglie più importanti di cui nessuno si preoccupa.

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